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Coronavirus, Catania sulle spine in attesa del responso: il giallo dei tre tamponi

Cronaca

Coronavirus, Catania sulle spine in attesa del responso: il giallo dei tre tamponi

Di Giuseppe Bonaccorsi

CATANIA - C’è, come è noto, un caso di infezione da coronavirus a Catania, ma per l’ufficialità si attende la conferma sui tamponi tonsillari dall’istituto Spallanzani di Roma che dovrebbe arrivare entro la giornata di oggi e confermare o smentire le analisi effettuate a Catania.

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La donna, una cinquantottenne, era andata a trovare la figlia che vive a Milano ed è tornata con i postumi di una influenza, sembra domenica scorsa. «Nella serata di mercoledì - ha spiegato ieri mattina l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza - è stato esaminato il caso di sospetta positività al coronavirus. La signora è del tutto asintomatica, guarita da ogni sindrome influenzale e si trova precauzionalmente in isolamento domestico».

«Per le linee guida nazionali - ha proseguito l’assessore - nella medesima condizione di isolamento domestico sono stati posti i due suoi familiari conviventi: anch’essi privi di qualsiasi sintomatologia. Il caso è sotto l’esame del dipartimento competente dell’Asp e del reparto di malattie infettive dell’ospedale Garibaldi di Catania, che sono impegnati a tracciare la scheda epidemiologica». «Attenderemo, ovviamente, l'esito dell’esame dell’Istituto Superiore di Sanità cui i campioni sono stati inviati - conclude - Gli altri casi esaminati tra cui quello della paziente ricoverata al San Marco di Catania, sono tutti negativi. E non risulta in città alcuna ulteriore criticità».

In mattinata, invece, in una precedente nota il presidente della Regione, Nello Musumeci, aveva comunicato che la donna era stata ricoverata al reparto di Malattie infettive del Garibaldi Nesima. Ricostruzione prima corretta dall’assessore Razza, che ha detto che la signora si trovava in quarantena a casa col marito e il figlio, e successivamente dall’ufficio stampa del Garibaldi che ha spiegato che la signora non si è mai recata al pronto soccorso del presidio Centro, ma ha osservato le procedure chiamando a uno dei numeri deputati per il trattamento dei casi sensibili e poi è stata raggiunta da alcuni medici infettivologi del loro presidio che hanno effettuato il tampone.

Poi questo, una volta risultato positivo, sarebbe stato inviato al Policlinico, che è centro di riferimento della Sicilia orientale per i tamponi e anche il secondo sarebbe risultato positivo. Infine la conferma dei tamponi che successivamente sono stati inviati allo Spallanzani di Roma è arrivato dall’istituto epidemiologo dell’Asp che ha effettuato l’anamnesi della signora, certificando l’avvenuto contagio e ponendo la donna in quarantena nella propria casa, visto che i sintomi sono blandi e la paziente è in una fase di guarigione.

A Roma, quindi, sarebbero arrivati i due tamponi del Policlinico. Ma insistenti voci di ambienti medici su questo caso apparso anomalo per certe procedure (e che spiegherebbero le differenti ricostruzioni di Musumeci e Razza su alcuni punti nella concitata mattinata di ieri), sostengono che la signora si sarebbe fatta fare un tampone anche in un altro ospedale che avrebbe certificato la patologia facendo scattare le successive analisi ufficiali.

Inoltre ci sarebbe in atto anche una ricostruzione per chiarire i movimenti della donna che in questa stessa fase sarebbe transitata da un ospedale, forse per altre patologie cui è affetta, sottoponendosi a indagini cliniche e diagnostiche. Per questo sia ieri che in queste ore si starebbe ricostruendo tutta la vita a ritroso della signora, a partire da lunedì, per capire se può essere stata anche veicolo di infezione tra medici e infermieri entrati in contatto con lei, oltre che ricostruire tutti i passaggi che da Milano l’hanno ricondotta a Catania con un volo di linea e non si sa se con controllo della temperatura effettuato una volta atterrati o no.

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