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Alberto Angela e quelle scoperte con Sebastiano Tusa: «Si è spenta una luce»

Di Redazione

«Pinneggiando» alla scoperta delle "meraviglie" del mondo, anche il divulgatore scientifico Alberto Angela aveva conosciuto bene Sebastiano Tusa, l’archeologo siciliano di fama internazionale morto nell’incidente aereo di Addis Abeba. «La sua scomparsa mi addolora», ha spiegato l’infaticabile paleontologo, giornalista e scrittore in una intervista a Repubblica. Angela, che ha appreso la notizia in Israele, dove sta girando i reportage per la nuova stagione di Ulisse, aveva incrociato più volte nella sua carriera la strada dell'archeologo di Palermo.

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E fra i tanti episodi ricorda soprattutto «l’immersione fatta insieme alla scoperta di un relitto romano a 35 metri di profondità a Levanzo, nelle Egadi». Angela Spiega che di Tusa lo aveva sempre colpito «la grande professionalità, il suo entusiasmo, la sua capacità di organizzare la ricerca e le scoperte».

Come lo descriverebbe?
«Tusa era certamente una delle figure più luminose dell’archeologia: direi che si è spenta una luce. Sono molto vicino ai suoi cari, che sono stati così duramente colpiti da questa tragedia .Ma penso anche a  quanto ci mancherà la sua capacità  di viaggiare nel passato e anche la sua umanità. Era un persona straordinaria».

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