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De Gregori: «Cambiato il modo di distribuire la musica, ma non di farla»

Il grande cantautore si è raccontato in occasione dei suoi concerti siciliani

Di Gaetano Rizzo

In 40 anni di carriera di successi ne ha centrati parecchi. E continua a mieterne sempre più, tanto da aggiudicarsi la certificazione del disco di platino per il suo ultimo album, “Vivavoce”. Lo stesso nome che Francesco De Gregori ha scelto per il suo tour che domani (2 agosto) farà tappa all'anfiteatro di Zafferana Etnea (ore 21.30), nell'ambito di “Etna in scena”, rassegna curata da “Musica e suoni” di Nuccio La Ferlita in collaborazione con il Comune etneo. L'album contiene alcuni tra i più significativi brani del celebre cantautore, che sul palco duetterà con il fratello, Luigi “Grechi” De Gregori, in “Il bandito e il campione” e “Senza regole”.

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Per cosa si caratterizza il "Vivavoce Tour"?
«È un momento in cui rimetto insieme molti brani che fanno riferimento a 40 anni di carriera. Canzoni antiche e recenti proposte assieme ad una band straordinaria, capace di esprimere un suono soddisfacente e compatto».

Quali sono i suoi brani favoriti?
«In prima battuta mi vengono in mente “La donna cannone” e “Rimmel”. Ma direi anche “Il panorama di Betlemme”, “Finestre rotte” e “Vai in Africa, Celestino”, canzoni meno conosciute ma alle quali sono molto affezionato».

In tanti anni di carriera, a suo parere, cosa è cambiato nel sistema musicale?
«È cambiato il modo di distribuire la musica ma non quello di farla. Siamo passati dal vinile al cd ma è stato internet che ha contribuito a fare circolare maggiormente la musica».

 

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