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Audio shock del dirigente regione, Razza convocato all'Ars: «Chiarisca il senso di quelle parole»

Politica

Sicilia, Ruggero Razza torna alla guida dell'Assessorato alla Salute

Di Mario Barresi

Catania - Ruggero Razza torna assessore regionale alla Salute. Il governatore Nello Musumeci ha già firmato la nomina, restituendo l’interim (assunto dal 30 marzo scorso, ovvero il giorno in cui emerse l’inchiesta sui presunti falsi nei dati Covid) al suo uomo di fiducia.

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“In queste settimane di interim - ha detto Musumeci - ho potuto toccare da vicino la qualità degli operatori della sanità siciliana, la loro abnegazione e l’impegno da tutti profuso nel corso di questi lunghi mesi di pandemia. Non mi hanno meravigliato gli appelli rivolti da molti operatori e rappresentanze sindacali, certamente non tacciabili di vicinanza con il nostro governo, che hanno chiesto di riprendere il percorso amministrativo avviato con l’assessore. Dal primo momento ho detto che le indagini giudiziarie e le responsabilità politiche devono essere separate, nel pieno rispetto per il lavoro della magistratura e dei princìpi che regolano la nostra vita democratica. Per questo ho insistito con Ruggero Razza affinché potesse riprendere il ruolo che gli avevo assegnato nel novembre del 2017. Ho fiducia che questa scelta possa contribuire positivamente a concludere un percorso amministrativo avviato in questi anni con i risultati che tutti conoscono”.

L’avvocato catanese, indagato dalla Procura di Trapani (ma l’inchiesta è poi passata a Palermo) s’era dimesso, come ha confessato in un’intervista a La Sicilia, «perché, come tutti sanno era un momento della mia vita molto particolare nel quale avevo il dovere immediato di restituire condizioni di serenità alla mia famiglia» e poi «perché, anche per ragioni legate alla mia professione, comprendevo che il rispetto delle istituzioni mi imponeva di consentire un primo approfondimento dell’indagine, potendo contribuire io stesso a chiarire alcuni aspetti che, nell’immediatezza, anche il clamore non avrebbe consentito di potere spiegare». Razza, che in quell’intervista chiese «scusa» per l’intercettazione-shock sui «morti da spalmare», resta indagato per due ipotesi di reato di falso. Ma, sempre nell’intervista al nostro giornale, chiarì che «l’elemento di novità emerso è legato alla valutazione sull’incidenza dei dati sui provvedimento di contenimento dell’epidemia», sostenendo di aver «chiarito che la Sicilia non ha mai posticipato decisioni di rigore, ma le ha sempre anticipate. E questo penso possa essere oggi agevolmente ricostruito anche con una lettura di tutti gli atti».

Razza s’è preso del tempo per sciogliere la riserva per rispondere alle sollecitazioni di Musumeci, negli ultimi giorni sempre più pressanti. «Non c'è un solo motivo per cui Razza non accetti la sollecitazione a tornare in Giunta. Si è voluto dimettere un’ora dopo essere stato raggiunto da un avviso di garanzia. Lo ha fatto nell’interesse del governo, ho rispettato la sua volontà», una delle ultime esternazioni pubbliche del governatore. Aggiungendo, ospite di Casa Minutella: «Abbiamo capito i termini della vicenda giudiziaria. Massimo rispetto per la magistratura, ma non trattandosi di un reato associativo o di particolare gravità morale perchè possa essere considerato incompatibile con la causa di un assessore, e soprattutto essendo un’ipotesi di reato. Ho chiesto all’assessore Razza di continuare a dare il suo contributo restando a disposizione della magistratura».
E adesso l’ex (nuovo) assessore alla Salute ha detto di sì. E da domani tornerà al suo posto, nel gabinetto di guerra contro il Covid in Sicilia.

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