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SuperLega dimezzata: lasciano tutti i club inglesi e in nottata anche l'Inter. Ma Agnelli: «Il progetto va avanti»

Di Redazione

ROMA - I club fondatori della Superlega, annunciata domenica sera, si sono già dimezzati dopo le forti pressioni del mondo dello sport e della politica.

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Nella notte un nuovo terremoto nel calcio europeo. A meno di 48 ore dall’annuncio del rivoluzionario torneo, i sei club inglesi hanno lasciato la neonata Superlega. Non è bastata una riunione d’urgenza convocata in serata dal sodalizio presieduto da Florentino Perez per cercare di contenere le uscite. Dopo un susseguirsi di indiscrezioni, per primo è stato il Manchester City a ufficializzare la scelta di sfilarsi. "Il Manchester City conferma di aver formalmente avviato le procedure per il ritiro dal gruppo che sta sviluppando i piani per una Superlega europea" l’annuncio del club inglese, che ha subito trovato il plauso del presidente dell’Uefa Ceferin. "Sono felice di riaccogliere il Manchester City nella famiglia del calcio europeo. Il club ha mostrato grande intelligenza nell’ascoltare le molte voci, soprattutto dei tifosi, che hanno evidenziato i vitali vantaggi del sistema attuale. Come ho detto al congresso Uefa serve coraggio per ammettere i propri errori e non avevo dubbi che il City avesse il buonsenso di prendere questa decisione".

A ruota, poi, sono arrivate le defezioni di Liverpool, Manchester United, Tottenham e Arsenal. "Il Liverpool Football Club può confermare che il nostro coinvolgimento nei piani proposti per formare una SuperLeague europea è stato interrotto" si legge sul sito dei Reds. "Non parteciperemo alla Superlega" annuncia con un tweet il Manchester United. "Ci stiamo ritirando dalla proposta di SuperLeague. Abbiamo commesso un errore e ce ne scusiamo" l'annuncio dell’Arsenal. "Confermiamo che abbiamo formalmente avviato le procedure per ritirarci dal gruppo che sta sviluppando la Super League europea" il tweet del Tottenham. A un passo d’addio anche il Chelsea, anche a seguito delle proteste dei tifosi che nel pomeriggio di ieri hanno bloccato il pullman della squadra, impegnata in serata nel match contro il Brighton. Non è quindi caduto nel vuoto l’appello proprio ai club inglesi da parte di Ceferin, invitati alla riflessione anche dal premier Boris Johnson. "Signori, state facendo un grosso errore, ma siete ancora in tempo per cambiare idea. Dovete farlo perchè i tifosi inglesi meritano rispetto", aveva osservato il numero uno del calcio europeo. 

Nella notte dall'Italia è arrivata il no dell'Inter: «Il progetto della Superlega allo stato attuale non è più ritenuto di interesse dall’Inter» il breve comunicato della società nerazzurra diffuso dall'Ansa

Rimangono in corsa tre spagnole (Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid) e due italiane (Juventus e Milan), mentre in terra iberica cominciano a diffondersi voci su presunti dubbi del Barcellona.

Secondo il Mundo Deportivo la Uefa ha svolto un ruolo fondamentale in questa decisione. Non a causa delle minacce, ma perché ha offerto una notevole somma di denaro ai 'big six' per lasciare la Super League, che ha seriamente minacciato il suo modo di vivere. Questa offerta, però, non è arrivata ai club spagnoli, che dal più alto organo europeo sono visti come il principale nemico, guidati dall’ideologo Florentino Pérez.

Il una nota la stessa SuperLega ha pero affermato che «nonostante l’annunciata uscita dei club inglesi, costretti a prendere tali decisioni a causa della pressione esercitata su di loro, siamo convinti che la nostra proposta sia pienamente allineata alla legge e ai regolamenti europei come è stato dimostrato oggi da una decisione del tribunale per proteggere la Super League da azioni di terze parti. Date le circostanze attuali, riconsidereremo i passaggi più appropriati per rimodellare il progetto, avendo sempre in mente i nostri obiettivi di offrire ai tifosi la migliore esperienza possibile, migliorando i pagamenti di solidarietà per l’intera comunità calcistica», conclude la nota.

“Fra i nostri club c'è un patto di sangue, il progetto della Superleague ha il 100 per cento di possibilità di successo, andiamo avanti” ha invece detto Andrea Agnelli, presidente della Juventus, in un’intervista a Repubblica, precisando che “vogliamo creare la competizione più bella al mondo capace di portare benefici all’intera piramide del calcio, aumentando la distribuzione delle risorse agli altri club e rimanendo aperta con cinque posti disponibili ogni anno per gli altri da definire attraverso il dialogo con le istituzioni del calcio”.

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