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Facchetti, Inter squadra morti in piedi

Di Redazione |

MILANO, 08 MAG – “Anche se non lotti per lo scudetto devi correre. C’è un’etica del lavoro che va rispettata, sei strapagato per farlo. Non vado spesso allo stadio, di certo questo momento non aiuta: ormai nel weekend preferisco fare altro, come andare in montagna, piuttosto che vedere questo gruppo di morti in piedi”: è lo sfogo di Gianfelice Facchetti, intervistato da Radio Deejay, all’indomani della sconfitta dell’Inter contro il Genoa. “Quando si soffre così – continua Facchetti – la voglia la devi cercare in fondo alle tasche. I discorsi si sono sprecati, le parole dovrebbero dirle chi comanda e chi va in campo. Prima di ogni cosa ci deve essere amor proprio, non solo per i tifosi: è il tuo lavoro, sei un privilegiato. Devi farlo. Manca anche un senso di appartenenza: serve qualcuno che lo faccia sentire e insegni agli altri quanto è pesante la maglia dell’Inter, qualcuno come Gabriele Oriali. Ma non credo basti per spiegare il crollo delle ultime settimane”.

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