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IL PERSONAGGIO

L’addio a Maurizio Zamparini: con lui a Palermo 15 anni irripetibili sull’ottovolante

Scopritore di talenti e "mangia allenatori", il grande rapporto con la città e la tifoseria rosanero bruscamente spezzato nel 2019

Di Redazione |

Troppo forte il dolore per la scomparsa del figlio Armando, Maurizio Zamparini da quel primo ottobre dell'anno scorso non è più riuscito ad essere se stesso: fino alla sua scomparsa, avvenuta nella nottata scorsa intorno alle 2 nella clinica di Cotignola, in provincia di Ravenna, dove era ricoverato da qualche giorno. Già a fine dicembre i primi segnali con l’ex patron di Venezia e Palermo che era stato ricoverato in terapia intensiva per una peritonite.

Vulcanico, sempre pieno di idee ed energie: questo era Maurizio Zamparini. Una passione smisurata per il calcio e grande visione per i talenti, tanti ne ha visti sbocciare nei suoi anni da presidente dei lagunari, prima, e dei rosanero, poi. Luca Toni, Fabrizio Miccoli, Javier Pastore, Josip Ilicic, Edinson Cavani, Paulo Dybala, Andrea Belotti solo per citarne alcuni.

La prima esperienza nel calcio arriva nel 1986 col Pordenone, poi l'acquisto del Venezia e la fusione col Mestre. Con gli arancioneverdi riesce nell’impresa di scalare tutte le serie professionistiche fino a giungere in Serie A con Walter Novellino in panchina. 

 Nel 2002 lascia la laguna per trasferirsi al Palermo, rilevato da Franco Sensi per 15 milioni di euro. Con i rosanero è amore a prima vista con squadra e tifoseria che lo osanna fin dai primi giorni del suo arrivo in città. E facevano bene i tifosi a credere in lui, visto che dopo appena due anni riesce a portare i siciliani in Serie A dopo 31 anni di assenza. Una città in festa. Ma il sogno non è finito perché il Palermo arriva anche nelle coppe europee (Coppa Uefa prima, Europa League, poi).

La formazione rosanero è tappezzata di grandi giocatori e talenti cristallini. Barzagli, Grosso, Barone e Zaccardo si laureano campioni del mondo nel 2006 con la Nazionale di Marcello Lippi e tanti altri che grandi campioni che rimarranno nella mente di tifosi e appassionati di calcio. L’apice della sua esperienza a Palermo lo raggiunge nel 2011, quando la formazione di Delio Rossi conquista dopo un cammino eccezionale la finale di Coppa Italia, poi persa per 3-1 allo stadio Olimpico contro l’Inter l’11 maggio 2011. A trascinare il Palermo c'era il suo capitano, Fabrizio Miccoli, ma anche giovani pronti ad esplodere come Pastore, ilicic o Hernandez. 

Da quella serata in poi, però, Zamparini decise di iniziare a rallentare con gli investimenti e il club pian piano si è ridimensionato considerevolmente fino a retrocedere in Serie B (2013), per poi tornare in A dopo un anno con Iachini in panchina, poi la successiva retrocessione in B nel 2017. Paulo Dybala e Franco Vazquez sono gli ultimi grandi talenti esplosi, cresciuti e coccolati in maglia rosanero. Nella storia del Palermo, Zamparini è sia il presidente che il proprietario rimasto per più tempo in assoluto in tali ruoli (quasi 15 anni di presidenza, dal 21 luglio 2002 al 27 febbraio 2017, e 16 anni di proprietà, dal 21 luglio 2002 al 1 dicembre 2018). 

Il rapporto con parte della tifoseria si è rotto, però, nel 2019 quando l’US Città di Palermo è fallita dopo la cessione del club ai fratelli Tuttolomondo: ma l’imprenditore friulano resta colui che ha raggiunto i risultati sportivi più importanti della società rosanero.

Zamparini, noto come il presidente "mangia-allenatori" visti i numerosi esoneri (una cinquantina) collezionati nel corso della sua gestione di Venezia e Palermo, lascia i figli Diego, Andrea, Greta e Silvana, oltre alla moglie Laura Giordani. COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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