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La sfida di Southgate: «All'Inghilterra non basta la semifinale»

Il ct inglese mostra sicurezza in vista del match contro la Danimarca

Di Redazione

Sette gol, quattro soli marcatori, ovvero i veterani di quella che è la rosa più giovane, e inesperta, di Euro 2020: adesso sono «i saggi della tribù» - come li chiama con orgoglio il ct Gareth Southgate - a spingere in alto l’Inghilterra, dalle rinnovate ambizioni in vista della sfida di Wembley contro la Danimarca. Prima la Germania, sabato l'Ucraina: dopo una fase a gironi senza squilli d’entusiasmo, nella fase ad eliminazione diretta i Tre Leoni hanno alzato, e di molto, il livello. Due vittorie e cinque gol che hanno acceso l'entusiasmo di un intero paese, convincendo i bookmakers locali a quotarli come i grandi favoriti per la vittoria finale. Davanti anche all’Italia, retrocessa a seconda scelta. Come se il ritorno a Wembley, per la semifinale di mercoledì e l'eventuale finale di domenica 11 luglio, coincidesse con l'inevitabile lieto fine di una favola già scritta, e attesa da oltre mezzo secolo. 
 «Non saremo soddisfatti di concludere gli europei come una semifinalista - ha detto Southgate - mentre al mondiale di tre anni fa, anche se la delusione era stata molto importante dopo la sconfitta contro la Croazia, c'era stata la sensazione di aver fatto un grande passo avanti». 
 Se erano stati i due gol di Raheem Sterling ad assicurare i primi due successi, di misura, dell’Europeo (contro Croazia e Repubblica Ceca), nelle ultime due gare sono andati a referto altri tre giocatori (oltre ancora allo stesso Sterling): il capitano Harry Kane (tre gol) che finalmente si è sbloccato, quindi Harry Maguire e Jordan Henderson. Quattro dei nazionali più esperti della rosa di Southgate, la più giovane di Euro con una media al di sotto dei 25 anni. Come d’altronde già al mondiale 2018, quando la squadra, all’epoca il secondo gruppo più giovane in Russia, era arrivata fino alla semifinale. Ma non solo. Perché questa rosa, nella quale solo sette elementi hanno già compiuto 28 anni, è anche quella con il minor numero di presenze a livello internazionale. A conferma della linea verde sposata da Souhtgate, che pure non manca di sottolineare l'indispensabile contributo d’esperienza garantitogli dai suoi senatori. Due storie simili, quelle di Maguire e Henderson: entrambi sono stati convocati nonostante non al meglio della condizione, entrambi costretti a saltare le prime due partite dell’Europeo per infortunio. Ristabilitosi, il capitano del Manchester United ha subito ritrovato il posto da titolare al centro della difesa nonostante le ottime due gare di Tyrone Mings. E contro l’Ucraina Maguire ha anche firmato la rete del raddoppio. Henderson, viceversa, fermo per pubalgia da febbraio fino a giugno, è stato superato nella graduatoria interna dal centrocampista del West Ham, Declan Rice. Ma sabato, pur subentrato da pochi istanti, ha segnato il suo primo gol in 62 presenze con la nazionale maggiore. 
 Se alla vigilia dell’Europeo erano molti - tra opinionisti e tifosi - a chiedere l’esclusione di Sterling, reduce da una stagione negativa con il City, ancor più critiche aveva ricevuto Kane dopo le prime tre opache uscite. Entrambi, a suon di gol, si sono pienamente riscattati, dando ragione a Southgate che non aveva mai smesso di sostenerli. «In qualsiasi gruppo c'è sempre un nucleo centrale che guida il resto della squadra - ha spiegato Southgate -. I giovani arrivano in nazionale con grande entusiasmo e motivazioni, ma c'è bisogno anche dell’esperienza dei più maturi che sanno gestire determinate situazione. Chi ha giocato il mondiale sta dando un contributo fondamentale, a prescindere dai minuti in campo. Sono i saggi del gruppo che stanno dando un’enorme mano ai più giovani. Perché una squadra vincente non è composta dal solo talento, un gruppo è molto più di quello, è fatto di relazioni e rapporti che consentono a chiunque di esprimersi al meglio».
 

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