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Covid: medico Varese, 'virus ci ha messo in ginocchio, non pronti a tanti morti'

Di Redazione

Milano, 20 feb. (Adnkronos) - "Oggi si conclude una fase della mia vita così strana e intensa che se me ne avessero parlato, un anno fa, non avrei saputo crederci. Da marzo 2019 la vita di tutti è stata travolta inaspettatamente, in un modo o nell'altro… il fatto che mi trovassi al termine del percorso di specializzazione in pneumologia all'ospedale di Varese ha complicato ulteriormente le cose". Inizia così il messaggio di Letizia Traversi che ha deciso a un anno di distanza dal primo caso di Covid in Italia di aggiungere la sua voce "alle tante che parlano, non sempre a proposito".

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"A maggio, dopo una prima ondata che aveva quasi risparmiato la nostra città, dicevo che in fondo avevamo solo lavorato, come sempre, anche se in condizioni più difficili e con molta più paura. Oggi, dopo una seconda ondata che ci ha messi in ginocchio, non potrei mai dire lo stesso. Chi più ha pagato in questa pandemia sono i pazienti e le loro famiglie, a loro va il mio pensiero e il mio sostegno più grande", spiega.

"Le cose sono cambiate tanto e tante volte che sembra sia passato un secolo: dalla prima trasformazione del nostro reparto in Pneumologia Covid, lo scorso marzo, di cui ricordiamo bene la paura, lo smarrimento, la confusione. A peggiorare il tutto, il terrore all'idea di essere fonte di contagio per i nostri cari, che ci ha portato ad allontanarci da loro. Solitudine e paura che si amplificavano al contatto con quella, drammatica e inevitabile, dei pazienti ricoverati. Poi a maggio la speranza, il ritorno ai nostri pazienti di sempre, le tute negli scatoloni, mascherine, guanti e occhiali protettivi sempre al loro posto, ma ci si poteva accontentare", racconta.

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