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Dl Caivano: Musolino (Iv), ‘Risposta inadeguata problemi sociali e violazione principi giuridici’

Di Redazione |

Palermo, 27 ott. La senatrice Dafne Musolino di Italia Viva ha espresso “le sue preoccupazioni riguardo al provvedimento in discussione, noto come il DL Caivano, che mira a contrastare il disagio giovanile, la povertà educativa, la criminalità minorile e a migliorare la sicurezza dei minori nell’ambito digitale. In un intervento appassionato, la senatrice ha evidenziato varie ragioni per le quali questo decreto-legge non convince”. Per Musolino “il dl Caivano è il risultato del sensazionalismo del momento, anziché una risposta basata su un’analisi accurata dei problemi sociali e delle loro radici. La senatrice ha sottolineato che il provvedimento sembra mirare a offrire una soluzione rapida a un problema con radici profonde anziché affrontare le cause sottostanti”. “La visita della Premier Meloni a Caivano è stata considerata un importante momento di ascolto e discussione, ma secondo la senatrice, non dovrebbe costituire la base per un intervento di tale portata. Invece, sarebbe necessario condurre un’analisi approfondita del contesto e delle cause dei problemi sociali in tutte le aree simili in Italia, non solo a Caivano”, dice.

“Un’altra critica mossa dalla senatrice riguarda la presunta violazione del principio giuridico secondo il quale le leggi devono essere generali ed astratte, disciplinando casi specifici in modo generale ed applicabile a tutte le situazioni simili. L’intervento mirato a Caivano sembra essere contrario a questo principio, introducendo norme ad hoc per un caso specifico – si legge in una nota – La senatrice ha enfatizzato che questa violazione costituisce un pessimo esempio di legislazione, non solo perché il governo sembra usurpare il potere legislativo tramite la decretazione d’urgenza, ma anche perché questa azione suggerisce che alcune emergenze sociali siano più gravi di altre. Questo approccio discriminatorio, secondo la senatrice, implica una valutazione discrezionale e di parte, contrariamente al principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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