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La tregua dura poco, Licata affoga di nuovo in un mare di rifiuti

Le strade della città ripiombate nell'emergenza tra i cumuli d'immondizia che si raccolgono a macchia di leopardo

La tregua dura poco, Licata affoga di nuovo in un mare di rifiuti

LICATA - La città ripiomba nell’emergenza rifiuti. A distanza di pochi giorni di quella che sembrava essere una tregua precaria, i cumuli sono tornati ad invadere le strade. Da Palazzo di Città è partito un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento a firma del commissario Brandara e del dirigente Lavori Pubblici, Enzo Ortega.

«Con questa ennesima azione – spiega il Commissario Maria Grazia Brandara – non intendiamo tutelare la nostra immagine personale, ma pretendere e garantire il rispetto dei contratti in essere, l'efficienza del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, del lavaggio e della disinfestazione dei cassonetti ed altro, il cui costo, peraltro, grava pesantemente sia sulle casse del Comune che dei singoli cittadini. E' nostra ferma intenzione, andare avanti, pretendere ciò che ci è dovuto per legge e per contratto e la valutazione, da parte della Procura, in ordine alla possibile sussistenza di condotte penalmente rilevanti, identificabili nella persistente o peggio prevedibile insufficiente, carente assente o interrotta attività del servizio».

Situazione limite nei pressi dell’Istituto scolastico Don Milani dove l’immondizia è stata ammonticchiata addirittura sul cancello del plesso che ospita classi di asilo e di elementari. Un autocompattatore della società d’ambito territoriale Dedalo Ambiente è intervenuto nella zona per alleggerire il carico di spazzatura depositata ma la situazione è rimasta comunque complessa. Ci è stato spiegato che non è stato possibile completare la raccolta poiché l’autocompattatore è già pieno e dovrà essere giocoforza portato in discarica. Pertanto c’è da pensare che la città sia servita da un solo mezzo. Pessima anche la situazione di altre aree della città.

Inutile ripetere che alla base della nuova emergenza che rischia di degenerare in pregiudiziali di natura igienico-sanitarie c’è il contenzioso in atto tra Comune e Dedalo Ambiente. Ballano sempre i famosi quattro milioni di euro. Il Comune nelle scorse settimane aveva trasferito a Dedalo la somma di 40mila euro che però, una volta consumata, ha fatto tornare in primo piano l’emergenza rifiuti. Una discarica a cielo aperto anche a poche decine di metri da Palazzo di Città. Nel cortile adiacente la Chiesa di San Domenico c’è di tutto: scarti alimentari, cartoni, escrementi umani, materiale da risulta delle attività commerciali vicine. La società d’ambito territoriale Dedalo Ambiente ha sì lasciato i contenitori per la raccolta della spazzatura ma evidentemente si è poi scordata di raccogliere l’immondizia che è lì ormai da diverse settimane. Cumuli che quasi impediscono la regolare salita dei gradini che portano al cortile. L’esasperazione è dei residenti e di quanti in generale frequentano per motivi vari il cortile. La segnalazione arrivata alla nostra emittente ha permesso di portare alla luce un autentico scempio non degno di un paese civile.

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