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Operai falciati dal treno lungo la Gela Licata, chiesto il processo per nove

La decisione della Procura di Gela per la strage ferroviaria del 17 luglio del 2014 quando un convoglio travolse e uccise Luigi Gaziano, Antonio La Porta, Vincenzo Riccobono. Indagati rappresentanti di Rfi

Operai falciati dal treno lungo la Gela Licata, chiesto il processo per nove

I nove indagati compariranno il prossimo 8 marzo dinanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Gela.

Per la tragedia ferroviaria che recise la vita ai tre operai, la richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal procuratore della Repubblica Ferdinando Asaro e dai sostituti Eugenia Belmonte e Monia Di Marco è stata avanzata per il macchinista e responsabili delle Ferrovie dello Stato. Si tratta di Michele Mario Elia di 70 anni; Giovanni Costa, di 66; Andrea Cucinotta, di 64; Carmelo La Paglia, di 57; Rosario Cilluffo, di 52 anni; Pietro Muscolino, di 59 anni; Concettina Vitellaro, di 52; Pietro Messina, di 61 e la Rete Ferroviaria Italiana spa. Il tragico incidente ferroviario si registrò il 17 luglio del 2014.

I tre operai - Antonio La Porta di Porto Empedocle, Vincenzo Riccobono di Agrigento e Luigi Gaziano di Aragona stavano lavorando lungo un tratto di linea ricadente in territorio di Butera e stavano controllando lo scartamento delle rotaie del binario quando si registrò la tragedia. Erano passate da poco le 17,30 quando il treno partito da Gela e diretto a Caltanissetta travolse i tre operai a poche centinaia di metri dalla zona industriale di Butera. Il macchinista dell'unica carrozza automotrice era appena uscito da una curva quando travolse i tre operai impegnati a lavorare sui binari.

Le indagini sul tragico incidente furono avviate nell'immediatezza dei fatti. La Procura di Gela dispose il sequestro della scatola nera e furono effettuati sul posto accertamenti tecnici da parte della Polizia ferroviaria e dei Carabinieri. Dopo oltre due anni di attività investigativa, la Procura di Gela a conclusione dell’indagine sugli otto indagati e la società Rfi chiede il rinvio a giudizio. Pesantissime le accuse rivolte agli indagati, ai quali si contesta sostanzialmente di non avere informato i lavoratori sui pericoli ai quali stavano andando in contro, senza premurarsi di assicurare un sufficiente livello di sicurezza agli stessi. Le famiglie delle vittime si costituiranno parte civile nel procedimento. La famiglia Riccobono è assistita dall’avvocato Leonardo Marino.

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