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L'ufficio dove lavorò Rosario Livatino diventa la “stanza della memoria”

Nell'ex Tribunale di Agrigento che ora ospita alcuni dipartimenti del Comune è stato ricostruito l'ambiente dove ha lavorato il magistrato assassinato dalla mafia nel 1990

L'ufficio dove lavorò Rosario Livatino diventa la “stanza della memoria”

Per dieci anni, dal 1979 al 1989, in quella stanza al primo piano dello stabile di piazza Gallo ad Agrigento, quando ancora era la sede del palazzo di giustizia, vi lavorò Rosario Livatino. Ora il suo ex ufficio, terz’ultima porta a destra del corridoio, diventerà “la stanza della memoria”. L'iniziativa è del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, in accordo con il presidente del Tribunale, Pietro Maria Falcone. A 27 anni di distanza dal delitto con la collaborazione di alcuni magistrati che lavorarono in quegli anni in quello stesso palazzo a fianco del giudice Livatino (tra cui l'ex procuratore di Enna, l'agrigentino Salvatore Cardinale), è stato possibile ricomporre l’ufficio con gli arredi dell’epoca a ricordo e testimonianza dell’opera del “giudice ragazzino” così come venne soprannominato quasi subito per via della giovane età.

Tutto è tornato al suo posto: l’armadio restaurato, la vecchia macchina da scrivere e la scrivania in legno sulla quale soleva poggiare, tra gli incartamenti, anche il Vangelo. Oggi su quella scrivania trova posto copia dell’agenda personale del magistrato, quella resa famosa dall’acronimo-rompicapo S.T.B. (Sub Tutela Dei) che nelle indagini successive alla barbara uccisione, tenne impegnati gli investigatori per lungo tempo.

Un acronimo dal significato eloquente, “Sotto la protezione del Signore”, che racchiude tutto l’impegno profuso in vita da Rosario Livatino; impegno di cristiano che sta portando il magistrato, per il quale vi è in corso il processo di canonizzazione, verso la santità. "Un esempio di uomo e di magistrato - ricorda il sindaco Lillo Firetto. - Sobrietà . Profondo senso dell'istituzione rappresentata. Rosario Livatino è icona di speranza della nostra terra. La civiltà buona e operosa. La sacralità delle regole. Contro la civiltà contraria che uccide il futuro".

La “Stanza della memoria”, ormai ultimata e pronta per le visite di scolaresche e quanti vogliano dedicare qualche momento al ricordo di questo magistrato ucciso dalla mafia.
La “stanza” che sulle pareti reca frasi estrapolate da interventi dello stesso giudice Livatino, verrà aperta ufficialmente al pubblico a breve. Il ministro di Grazia e Giustizia Andrea Orlando ha fin d’ora assicurato la sua presenza per il giorno dell’inaugurazione.

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