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Catania, classifica presenze in Consiglio: primi Arcidiacono e Anastasi, ultimo Tomarchio

Le pagelle hanno più che altro un valore indicativo che non corrispondono sempre alla reale partecipazione alla vita dell'assemblea cittadina

Catania, classifica presenze in Consiglio: primi Arcidiacono e Anastasi, ultimo Tomarchio

Catania - Con agosto per il Consiglio comunale arrivano le ferie e le pagelle delle presenze per la prima parte dell’anno. Pagelle che, in linea di massima, hanno soltanto un valore indicativo dal momento che la firma della presenza non equivale ad una reale e attiva partecipazione alla vita dell’assemblea cittadina e neppure ad una presenza costante per la durata della seduta, tant’è che molte volte queste sono saltate per mancanza di numero legale quando è stato necessario chiamare l’appello. E, del resto, la possibilità di assentarsi è uno dei mezzi utilizzati dalle opposizioni per fare sentire il proprio peso.

E che presenza e impegno non corrispondano automaticamentelo rivela anche il dato per cui al numero delle presenze in Consiglio comunale, mediamente buono o discreto, non corrisponde affatto una equivalente qualità del lavoro svolto e dei risultati ottenuti. Inoltre, questa pagella non tiene conto del lavoro svolto nelle commissioni e nulla dice in merito alle interrogazioni presentate e ai rapporti con il territorio e con i bisogni e le proposte che questo esprime. Infine va detto che la presenza dei consiglieri alle sedute è retribuita con un gettone di presenza di 75 euro, per un massimo di 27, e con un tetto di 1.500 euro netti al mese. E che la maggior parte dei consiglieri di sedute ne ha seguite di gran lunga di più. Soltanto 11 di loro ne hanno totalizzato un numero inferiore.

E forse in questo ha influito l’inchiesta sulla “gettonopoli catanese” avviata nel 2015 a seguito dell’iniziativa dei 5Stelle che avevano denunciato come molti consiglieri risultassero presenti contemporaneamente in più commissioni. E, poiché il dono dell’ubiquità non è dato, c’era più di qualcosa che non tornava e il sospetto che in tanti volessero lucrare sui gettoni. Allora furono indagati 31 consiglieri la cui posizione fu poi archiviata.

La classifica di quest’anno ci dice, innanzitutto, che si sono tenute meno sedute consiliari rispetto allo stesso periodo (gennaio-agosto) del 2016: 54 contro le precedenti 67. Allora come adesso, in testa alla classifica dei più presenti, c’è il vicepresidente vicario del Consiglio, Sebastiano Arcidiacono con 52 presenze, quest’anno a pari merito con Sebastiano Anastasi, che anche nel 2016 era nel gruppo di testa. Molto presenti anche Giovanni Marletta ed Ersilia Saverino (51 presenze); Mario Crocitti (50); Erika Marco (48); Alessandro Messina, Massimo Tempio, Elisabetta Vanin (47); Giuseppe Catalano (46); Manlio Messina, Niccolò Notarbartolo e Francesca Raciti (45); Daniele Bottino e Giuseppe Musumeci (44); Giuseppe Castiglione e Carmelo Sgori (41); e Antonino Manara e Alessandro Porto (40). E’ possibile rilevare che Manlio Messina e Niccolò Nortarbartolo, pur essendo tra i consiglieri più attivi, da posizioni politiche opposte, non sono tra i primissimi per presenza. E così pure Francesca Raciti, sebbene sia la presidente del Consiglio comunale.

Sopra la linea delle 40 presenze si collocano 19 consiglieri sui 45, che diventano 46 con il consigliere aggiunto in rappresentanza degli immigrati regolari. Tra le 39 e le 30 presenze si distribuiscono 11 consiglieri, primo tra i quali Ludovico Balsamo, che con 39 presenze si riscatta dall’ultima posizione in classifica “conquistata” nel 2016, quando partecipò solo a 16 sedute. Segno, forse, che le pagelle pubbliche a qualcosa servono, forse a richiamare gli eletti alle proprie responsabilità, o forse soltanto a salvare la faccia.

Queste le altre posizioni in classifica: Francesco Trichini (38 presenze); Giovanni D’Avola e Carmelo Sofia (37); Antonino Vullo (36); Maria Ausilia Mastrandrea (35); Lanfrano Zappalà (32); Salvatore Spadaro e Carmelo Coppolino (31); e Agatino Tringale e Agatino Lanzafame (30). I meno assidui alle sedute del Consiglio comunale, tutti tra le 30 e le 20 presenze, sono: Santi Bosco e Michele Failla (29); Andrea Barresi e Salvatore Giuffrida (28); Rosario Gelsomino, Elena Ragusa, Natale Russo e Beatrice Viscuso (25); Francesco Sanglimbene (24); e Vincenzo Parisi e Francesco Petrina (21). Infine ci sono i più assenteisti: Carmelo Nicotra con 17 presenze; Riccardo Pellegrino con 15 e, ultimo in classifica, Salvatore Tomarchio con 11 presenze.

Discorso a parte va fatto per il consigliere aggiunto Amal Thissera, che ha partecipato solo a 2 su 54 sedute, in gennaio. E sarebbe importante capire perché, anche se sembra proprio una dichiarazione di sfiducia verso l’assemblea cittadina se partecipare alle sue attività viene percepito come del tutto inutile. Viceversa gli immigrati che Thissera, cingalese, avrebbe dovuto rappresentare, gliene avrebbero chiesto il conto e le ragioni. Un fatto che va approfondito per capire cosa non va e che cosa e come si dovrebbe cambiare nell’ottica di una maggiore partecipazione degli immigrati alla vita cittadina istituzionale.

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