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Esplosione sull'Etna: una decina di feriti e tanta paura

L'incidente al Belvedere dell'Etna a Nicolosi a quota 2700. Sul posto una comitiva di turisti stranieri, vulcanologi e guide. Nessuno sarebbe in gravi condizioni

La lava si scioglie sulla neve ed è esplosione sull'Etna: nove feritiCronista Bbc: «E' stato spaventoso»

CATANIA - Una decina di turisti che si trovavano stamane sull'Etna sono stati coinvolti, poco dopo le 13, a quota 2700 da un'esplosione freatica ta lava e neve. Sul posto sta operando il Soccorso Alpino della Guardia di finanza e del 118. I feriti, di cui una a quanto pare molto grave, sono stati trasferiti al Rifugio Sapienza e da qui negli ospedali di Catania e Acireale. 

L’esplosione freatica avvenuta sull'Etna, si verifica quando il magma riscalda terra provocando l’evaporazione quasi istantanea dell’acqua, con conseguente esplosione di vapore, acqua, cenere, roccia. A spiegarlo è il vulcanologo Stefano Branca dell’Ingv di Catania: l'esplosione «è avvenuta sul fronte della colata lavica attiva a 2700 metri di quota ed è stata causata dal rapido scioglimento della neve».

 

Il materiale piroclastico lanciato lontano come schegge ha colpito degli escursionisti, una decina dei quali è rimasta feriti. Il fenomeno, conosciuto dagli esperti dell’Ingv di Catania, è avvenuto sul fronte della colata lavica, sul Belvedere dell’Etna, in territorio di Nicolosi. Secondo la sala operativa della Protezione Civile i feriti sarebbero sette, tra loro anche dei turisti stranieri. Tre di loro sono inglesi e si sono trovano nell’ospedale di Acireale per delle escoriazioni. Un altro turista straniero è nel pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania per delle escoriazioni. Sono stati soccorsi anche da personale della polizia di Stato della Questura del capoluogo etneo dopo che la sala operativa ha lanciato l’allarme. Sul posto stanno operando guide dell’Etna e militari del soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi. Tra i feriti c'è anche una giornalista della Bbc, Rebecca Morelle, corrispondente scientifica per l’emittente britannica che ha riportato una ferita alla testa. «I vulcanologi dicono che è stato l'incidente più pericoloso in 30 anni di carriera», ha raccontato sul suo profilo Twitter in inglese. «La troupe è ok. E' stato davvero spaventoso», ha commentato, aggiungendo che «è un’esperienza che non vorrò ripetere mai e poi mai». «I soccorsi e le guide sono stati eccellenti», ha concluso la giornalista, complimentandosi «per un 78enne che ha trovato subito la via di fuga». 

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Un vulcanologo dell’Ingv è rimasto leggermente ferito nell’esplosione freatica sull'Etna. Il ricercatore «ha riportato solo lievi escoriazioni dovute alla caduta di pietre conseguente all’esplosione». E quanto ha detto all’Ansa (Associazione nazionale stampa associata) il vulcanologo Marco Neri dell’Ingv. «Sull'Etna attualmente ci sono diversi nostri colleghi impegnati in osservazioni e visure. Queste purtroppo sono cose che possono anche succedere». «Il fronte della colata lavica - spiega ancora - si deve osservare da vicino soprattutto quando scende più in basso, per tenere informata la protezione civile, che se lo ritiene opportuno, può fermare il flusso turistico. Adesso la colata ha raggiunto quota 2700 e poco più sotto, a quota 2500, c'è la funivia».

Nella zona era presente una guida dell’Etna che è il ferito più grave, ricoverato in codice giallo nell’ospedale Cannizzaro di Catania per un trauma cranico, non grave. Nello stesso nosocomio si trovano anche tre turisti tedeschi: due in codice giallo e uno in codice verde. 

 

 

C'erano 35 escursionisti, compresi 15 turisti stranieri, nella zona dell’Etna dove si è verificata l'esplosione freatico-magmatica che ha provocato alcuni feriti. E' la stima del sindaco di Nicolosi, Nino Borzì, che conferma la presenza delle guide dell’Etna. «E' grazie alla loro esperienza - spiega Borzì - alla loro professionalità e alla tempestività con cui si sono mossi che hanno potuto mettere subito tutti in sicurezza. Ci sono state una decina di persone ferite, ma nessuno in maniera grave». Per il sindaco di Nicolosi «questa esperienza conferma la necessità di rispettare al massimo il vulcano, e di accedere alle zone sommitali soltanto in massima sicurezza, con guide professioniste, perché - rileva - i divieti vanno fatti rispettare».  

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