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Catania, danneggiamento tensostruttura G7, denunciata una infermiera: aveva contrasti con il manager del Garibaldi

Le indagini della Digos hanno identificato la donna che è stata anche ripresa dalla videosorveglianza

Catania, danneggiamento tensostruttura G7, denunciata una infermiera: aveva contrasti con il manager del Garibaldi

E’ stata un’infermiera professionale che aveva dei contrasti con il management dell’azienda a danneggiare, con un taglio la netto, il 24 maggio scorso, la tensostruttura pneumatica della Croce Rossa Italiana allestita nell’ospedale Garibaldi Centro di Catania per il G7 di Taormina per fare fronte a eventuali urgenze batteriologiche.

Lo hanno scoperto i poliziotti della Digos della Questura di Catania che ha denunciato la donna per danneggiamento aggravato ed interruzione di pubblico servizio.  La polizia aveva subito escluso l’ipotesi che fosse opera di contestatori del summit, e, attraverso l’analisi delle immagini video-riprese dalle telecamere di sicurezza e grazie ai successivi riscontri documentali e alle sommarie informazioni acquisite, è riuscita a identificarla e poi a denunciarla.

La struttura era stata realizzata nei giorni precedenti per fare fronte alle urgenze batteriologiche ampliando la sala di Osservazione Breve Intensiva (O.B.I.) del Pronto Soccorso così come era stato disposto dalle Prefetture di Messina e Catania.

Si è trattato - spiega la Polizia - di un atto vandalico grande rilevanza poiché, in concomitanza con lo svolgimento del Vertice di Taormina, sono state momentaneamente bloccate le attività sanitarie di bio-contenimento legate al G7.  L'infermiera professionale, A.C., è stata inequivocabilmente individuata quale autrice della condotta delinquenziale che aveva perpetrato l’atto delittuoso a causa di contrasti maturati con il management del nosocomio.

La donna è stata denunciata in stato per danneggiamento aggravato ed interruzione di pubblico servizio e, contestualmente, le venivano ritirati cautelarmente un’arma cal. 7,65 che aveva in dotazione e la licenza per l’esercizio di tiro a volo di cui era titolare.

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