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Ministro Delrio inaugura raddoppio ferroviario Catania centrale-Ognina

La nuova linea, senza passaggi a livello, si estende per circa 2,6 km, per un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro

Ministro Delrio inaugura raddoppio ferroviario Catania centrale-Ognina

CATANIA - «Bisogna investire sulle ferrovie, potenziare le grandi arterie autostradali come accade in Sicilia che è un grande cantiere con opere iniziate e che devono essere completate». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio a Catania per inaugurare il raddoppio ferroviario della nuova linea Catania centrale-Ognina.


«Questa terra - ha aggiunto il ministro - ha davanti a sé una stagione importantissimo di sviluppo, di cantieri e di possibile creazione di posti di lavoro. A Catania abbiamo un aeroporto, con un traffico che sfiora i dieci milioni di passeggeri annui, che sta facendo numeri da record con una straordinaria opportunità di crescita per il turismo, abbiamo un porto che continua ad espandersi ed ha un’area metropolitana che è diventata di primissimo ordine nel Mediterraneo. Adesso - ha sottolineato Delrio - c'è solo bisogno di ferrovie efficienti e di investire molto nel trasporto pubblico locale, da qui la necessità di avere nuovi autobus a disposizione. Il Governo ha stanziato 7 miliardi di euro nei prossimi 15 anni per rinnovare il parco bus di tutta Italia: via quelli inquinanti dalle città, e rinnovo dei mezzi».


E per le infrastrutture stradali in Sicilia il ministro ha ricordato che «la Catania-Ragusa, sbloccata l’anno scorso e con la progettazione che va avanti, andrà al Cipe entro agosto, mentre sulla Siracusa-Gela - ha osservato il ministro - ci sono più problemi con le ditte, opera anche questa che stiamo monitorando con grande attenzione perché assai importante». 

La nuova linea, senza passaggi a livello, si estende per circa 2,6 km, di cui 1,4 in galleria per un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro. Nel 2018 sarà attivata anche la fermata Picanello, in sotterranea. Il ministro è stato accompagnato da Renato Mazzoncini, amministratore delegato e direttore generale di FS Italiane, e Maurizio Gentile, amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). Presenti anche Enzo Bianco, sindaco di Catania, e Luigi Bosco, assessore delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana. Il raddoppio della linea fra Catania Centrale e Ognina consentirà di migliorare il collegamento fra zone della città e centri abitati ad alta densità abitativa dell’area metropolitana di Catania in un’ottica di continuo sviluppo della circolazione nel nodo ferroviario etneo.


Oggi a Catania è stato anche firmato l’Accordo quadro fra Regione Siciliana e Rete ferroviaria italiana da Luigi Bosco, Maurizio Gentile che consente di pianificare nel medio lungo periodo l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria e programmare l'incremento della capacità attraverso interventi di upgrading infrastrutturali e tecnologici per lo sviluppo dei servizi regionali. Sottoscritto inoltre il Protocollo d’intesa tra Regione Siciliana, Comune di Catania, Società aeroporto Catania (Sac), Rete ferroviaria italiana ed Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) per la realizzazione della fermata Catania Fontanarossa a servizio dell’aeroporto. A breve sarà avviato anche il progetto per l’interramento fra Bicocca e Catania Acquicella, che consentirà il prolungamento della pista dell’aeroporto Fontanarossa di Catania. Gli accordi odierni si inseriscono nel più ampio contesto dello sviluppo ferroviario regionale che passa dalla velocizzazione della linea Palermo - Catania - Messina.

Il fulcro centrale dell’itinerario è Catania perché la città è destinata a diventare lo snodo più importante della viabilità ferroviaria in Sicilia: a Nord verso Messina, a Ovest verso Palermo, a Sud la diramazione verso Siracusa dove proseguono i lavori di potenziamento. La velocizzazione e i raddoppi previsti consentiranno di collegare Catania a Messina in circa 45 minuti e Catania a Palermo in circa 1 ora e 45 minuti. Tutti gli interventi di velocizzazione hanno un investimento economico complessivo di oltre nove miliardi in dieci anni e occuperanno mediamente fra le 1.500 e duemila persone al mese, fra maestranze dirette e indotto. I benefici saranno percepiti progressivamente in base alle fasi di attivazione mentre la conclusione di tutti gli interventi è prevista nel 2027. 

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