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Modica, assegni clonati e merce inesistente: 12 denunce per truffa on line

L'operazione No Fraud della Polizia. I soggetti operavano in Italia e all'estero. Ultimo raggiro nei giorni scorsi ai danni di un modicano

Modica, assegni clonati e merce inesistente: 12 denunce per truffa on line

La Polizia di Modica, nel corso di una operazione denominata No Fraud, ha smascherato una serie di truffatori sparsi in tutta Italia ed anche all’estero, che attraverso internet si servivano di alcuni noti siti per la vendita on line per “spillare” somme di denaro, anche ingenti, agli utenti attraverso false inserzioni di vendita.

Le indagini condotte dal Commissariato di Modica hanno avuto inizio con la ricezione delle prime denunce per truffa sporte dai cittadini nei primi mesi dell’anno, proseguite in maniera anomala nei mesi successivi con una percentuale più alta rispetto a periodi precedenti.

L’importante numero di denunce ricevute ha così indotto gli investigatori ad avviare le indagini e in in breve tempo, hanno identificato e denunciare gli autori. Numerosi i casi di truffa relativi alla vendita di oggetti risultati poi inesistenti, come sedili e pezzi di ricambio per auto d’epoca, ma anche pezzi da modellismo di elevato valore, cellulari di ultima generazione e persino autovetture del valore di alcune migliaia di euro.

I truffatori si facevano pagare sulle carte carte ricaricabili, in modo da rendere. La tecnica utilizzata in questa ipotesi era quella di richiedere il pagamento immediato del 50% dell’importo pattuito e la parte restante all’atto in cui inviava la copia di una ricevuta di spedizione (che falsa) non risultando la tracciabilità del pacco sul sito dello spedizioniere.

Le indagini della Polizia, hanno permesso di identificare 12 persone. L’ultimo caso è proprio dei giorni scorsi quando un modicano, aveva deciso di mettere in vendita su un noto sito online il suo orologio di marca prestigiosa, ricevendo numerose proposte d’acquisto fino ad accettare quella fatta da un acquirente per il prezzo di vendita di 7 mila euro. I due si scambiavano le informazioni per concludere l’affare mediante pagamento di un assegno, dandosi appuntamento presso la banca del venditore al fine di accertare la copertura dell’assegno che risultava essere stato emesso da una banca del nord Italia. Dai controlli bancari eseguiti da un impiegato l’assegno risultava regolare e veniva regolarmente versato sul conto del venditore. Dopo alcuni giorni però il venditore faceva l’amara scoperta che dal proprio conto era stato stornato l’importo di 7.000 euro. Dopo una serie di accertamenti si scopriva infatti che l’acquirente aveva ricevuto un assegno clonato e che un altro individuo aveva prelevato, presumibilmente poco dopo l’accertamento effettuato presso la banca di Modica, i 7000 euro tramite l’assegno originale presso un’altra filiale.

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