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Formazione professionale in Sicilia, finalmente pronti a ripartire i corsi: c'è un pool antiscandali

Domani sarà pubblicato in Gazzetta l'Avviso 8. L'assessore Bruno Marziano: «Tappa importante del percorso di riforma avviato 18 mesi fa»

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PALERMO - Dopo lunghe attese, dopo che migliaia e migliaia di studenti hanno aspettato per mesi il suono della campanella dei corsi di Formazione professionale, finalmente la Regione accelera su uno dei temi sempre cari al nostro giornale, ovvero i percorsi di istruzione per tanti giovani siciliani che hanno scelto questa via per acquisire quelle conoscenze e quelle competenze utili ad entrare nel mondo del lavoro. 

 

Domani sarà infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il comunicato che avvia ufficialmente la tempistica di attuazione dell'Avviso 8. Destinatari sono persone in età lavorativa tra i 18 e i 65 anni, persone in cerca di occupazione, disoccupati e disoccupati di lunga durata residenti in Sicilia. I settori strategici sono agricoltura e pesca agroalimentare, energie rinnovabili, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, settore lapideo, servizi socio-assistenziali e turismo.

 

«La pubblicazione e l’avvio delle procedure dell’Avviso 8 sono una tappa del percorso di riforma della formazione professionale che da 18 mesi si sta portando avanti - ha detto l’assessore regionale alla Formazione, Bruno Marziano, in una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans -. Il percorso è cominciato col decreto dell’ottobre 2015 del presidente della Regione con il quale si sono definite le nuove regole per l’accreditamento degli enti. Poi c'è stata l'adozione, nel maggio 2016, del sistema regionale e del catalogo delle competenze. Con queste norme si è messo in sicurezza giuridica il sistema della formazione professionale in Sicilia, smentendo l’idea che in questo assessorato regna il caos e non si fa nulla». 

 

«Da lunedì 30 gennaio e per i successivi trenta giorni, in base all’Avviso 8, gli enti possono presentare i progetti definitivi, dopo altri 30 giorni si avvierà l’attività».

 

Altro elemento importante sottolineato da Marziano è «la messa in sicurezza finanziaria della Formazione professionale con l’approvazione della delibera di giunta con cui si stanziano 117 milioni di euro della Pac per i corsi». Di questo percorso fa parte anche la trattativa con il Governo nazionale legata allo sfoltimento del settore attraverso i prepensionamenti. Marziano parlando del personale degli enti ha detto che «uno dei temi su cui si sta lavorando è quello relativo ai prepensionamenti», sulla base della norma nazionale che introduce l’anticipo pensionistico (Ape).

 

«Il governo - ha osservato l’assessore - si farà carico del prepensionamento per i settori in crisi e per quei settori che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali. Il quantum dipenderà dai requisiti previsti dalla legge per la pensione. Pensiamo a circa 2.500 lavoratori su 8.250 della formazione professionale (inclusi i 1900 ex sportellisti) tra coloro che sono nati tra il 1951 e il 1953 e per i nati tra il 1954 e il 1956. Sono numeri che contenuti in un piano che abbiamo elaborato e avvallato dal governo nazionale e previsto una quota di 50 milioni di euro per sostegno alle fuoriuscite». 

 

Si è parlato anche dei continui scandali che si sono susseguiti in questo settore (vedi Anfe, vedi i Corsi d'oro di Francantonio Genovese e famiglia) e l'assessore ha spiegato che «la graduatoria definitiva dei enti accreditati, che è stata inviata alla Procura, ai carabinieri e alla Guardia di finanza è il frutto per la maggior parte delle autodichiarazioni degli enti e dell’attribuzione di un punteggio discrezionale basato sulla valutazione della qualità dei progetti». Le Fiamme gialle procederanno ai controlli di legittima sulla base di un protocollo stipulato con la Regione, mentre il nucleo carabinieri di supporto agli ispettorati del lavoro si occuperà della verifica dei requisiti e del rispetto delle norme contrattuali e previdenziali e del rispetto delle regole di accreditamento. 

 

Infine, «per quanto riguarda le situazioni di Anfe e Aram ci atterremo alle regole previste dagli articoli 15 e 16 del regolamento di accreditamento che tendono a salvaguardare le attività in corso e contemporaneamente valutano il comportamento dei gruppi dirigenti di questi Enti al fine del mantenimento dell’accreditamento stesso».

 

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