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Enna, un altro istituto scolastico rimane senza sede

Anche i ragazzi del "Santa Chiara" fuori dal plesso di via Valverde ritenuto poco sicuro

Enna, un altro istituto scolastico rimane senza sede

ENNA - Dopo i licei delle Scienze Umane e Musicale del “Colajanni” anche la scuola dell’infanzia dell’istituto comprensivo “S. Chiara” è stata costretta a lasciare la struttura di via Valverde. La decisione è stata presa venerdì ma è stata ufficializzata nella giornata di ieri quando l'assessore all'istruzione, Paolo Di Venti, insieme ai rappresentanti della scuola sono andati alla ricerca dei locali che dovranno accogliere i bambini.

Il motivo per cui anche la scuola dell'infanzia è stata costretta a lasciare la struttura è sempre legato alla mancanza di sicurezza dell'edificio. È stata quindi cercata, e trovata, una soluzione che resta però d'emergenza ed accomodante perchè le classi verranno divise in due distinte strutture. In questa fase, infatti, la soluzione dovrebbe essere quella di sistemare tre classi presso la scuola di “Santa Chiara” e due classi nei locali sociali della chiesa di San Giuseppe.

La soluzione sarà quasi certamente questa ma si attende ancora il sopralluogo della preside Messina. La scelta potrebbe quindi essere ufficializzata domani per consentire la ripresa delle attività didattiche mercoledì dando così il tempo per il trasloco.

«Si tratta purtroppo di una situazione emergenziale che dobbiamo affrontare con cautela e trovando la soluzione migliore» spiega l'assessore Di Venti auspicando che «i lavori nella scuola materna possano essere completati entro gennaio perché capiamo che la sistemazione indicata è di emergenza».

Sullo spostamento della scuola dell'infanzia c'è anche un retroscena perché già da giugno si sapeva che la scuola doveva essere trasferita per favorire i lavori informando l'assessore Palermo. Ad occuparsi della vicenda, nei mesi successivi, è stato l'assessore Di Venti e pare che l'accordo era quello di spostare le classi dell'infanzia nelle aule del liceo dichiarate agibili. A far precipitare il tutto la scelta di chiudere tutto l'istituto “Colajanni” facendo così cadere l'opportunità ed obbligando gli uffici comunali a mettersi alla ricerca (venerdì) di nuovi locali dove sistemare le cinque classi dell'infanzia.

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