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Lega Pro, il Catania soffre a Melfi e pareggia nel finale: duro faccia a faccia coi tifosi a bordo campo

Solo un pari con l'ultima in classifica, ma la cosa più brutta è stato l'atteggiamento rinunciatario dei rossazzurri

Lega Pro, il Catania soffre a Melfi e pareggia nel finale: duro faccia a faccia coi tifosi a bordo campo

Il confronto tra squadra e tifosi a fine gara [foto di Filippo Galtieri]

Melfi-Catania 1-1


Melfi (4-3-1-2): Gragnaniello: Libutti, Grea, Laezza, Bruno; Cittadino, Obeng, Esposito; Pompilio (18' s.t. Gammone); De Vena, Defendi (33' s.t. Foggia). A disp. Viola, Sciretta, Nicolao, Lodesani, Casiello, Ferraro, Ferrante, Demontis, Vicente. All. Bitetto.

 
Catania (4-3-3): Pisseri; Nava, Drausio, Bergamelli, Djordjevic (33' s.t. Mazzarani); Di Cecco (14' s.t. Paolucci), Bucolo, Biagianti; Russotto, Calil (25' s.t. Barisic), Di Grazia. A disp. Matosevic, De Rossi, De Santis, Mbodj, Scoppa, Silva, Piermarteri, Piscitella, Barisic. All. Rigoli.

Arbitro: Viotti di Tivoli (Abagnara, Della Vecchia).

Reti: Defendi all'8' s.t. Barisic al 37's.t.

Note: spettatori 1100. Angoli 3-7 (primo tempo 1-4). Ammoniti Pompilio, Gragnianiello. Recupero 1' e 5'

 


MELFI - Solo un pareggio. E poteva andare peggio. Il Catania recupera lo svantaggio a Melfi con un gol di Barisic nel finale di un assedio senza fine, ma per un'ora, quasi, non ha giocato come avrebbe dovuto contro una squadra ultima in classifica e demoralizzata, ma non paga. Anzi, contro i rossazzurri, il Melfi trova coraggio e forza d'animo.

 

Primo tempo senza molti sussulti, solo nel finale i rossazzurri forzano alla ricerca del gol e lo sfiorano con Drausio di testa e Di Grazia. Ma all'inizio della ripresa è il Melfi a costruire l'azione del gol con Defendi che sfrutta un cross di Cittadino e una finta di De Vena per battere in diagonale basso Pisseri. A quel punto, Rigoli tenta di dare una scossa alla fase offensiva, schierando il 4-2-4: fuori Di Cecco, dentro Paolucci. I rossazzurri continuano a tirare da fuori e soprattutto non nello specchio della porta con Russotto e con lo stesso Paolucci. Poco prima, Biagianti aveva indovinato la traiettoria, di testa, ma Gragnianiello, il migliore in campo, aveva deviato in angolo.

 

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Neanche l'ingresso di Barisic cambia lo stato di una partita stregata per gli interventi di Gragnianiello, ma molte responsabilità sono del Catania che si adegua al gioco degli avversari dopo aver regalato un tempo. Nel finale proprio Barisic pareggia i conti su cross di Russotto e allora i rossazzurri continuano il pressing alla ricerca del successo. Ma senza fortuta: l'uno e uno è una mezza sconfitta sul piano mentale specie alla vigilia del confronto interno con il Lecce. Alla fine il durissimo confronto con i tifosi che chiamano tutti i calciatori e lo stesso allenatore per capire i problemi che questa squadra continua a non risolvere camminando al rallentatore e collezionando pareggi e figuracce. Un colloquio che sembra infinito come infinita è la rabbia di chi si è sobbarcato un viaggio di oltre otto ore... Che delusione, Catania.

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