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Formazione professionale, ok a 507 corsi

Inviati ieri per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale i decreti degli Avvisi 4 e 7 finanziati per un importo di 45 milioni. La Corte dei conti ha trasmesso senza rilievi gli atti alla Regione ed entro dieci giorni dovrebbero partire le attività

Formazione professionale, ok a 507 corsi

Si tratta dei secondi, terzi e quarti anni dell’anno scolastico 2015-2016, al centro di una complicata serie di vicissitudini che ne hanno determinato uno slittamento che pareva interminabile. Contemporaneamente si stanno svolgendo 181 corsi di primo anno ed 84 corsi del sistema duale (alternanza scuola-lavoro) che sono stati avviati il 14 settembre. «Inoltre con le risorse dell’assestamento (16 milioni euro) - aggiunge Marziano, finanzieremo ancora 28 primi anni, 54 corsi del sistema duale ed oltre 100 cento corsi dall’ultima delibera di novembre. Si tratta in questo caso di fondi della Regione. In tutto si parla di 954 corsi per un investimento di circa 85 milioni di euro».

I corsi contenuti nel finanziamento degli avvisi 4 e 7 partiranno nel giro di dieci giorni - assicura l’assessore - e dovranno essere completati a ridosso della fine dell’estate: «L’obiettivo è fare partire la nuova annualità completa ed interamente per tutti gli anni ed i percorsi il prossimo 14 settembre». Un riallineamento che vada oltre la differenza che lega le singole partenze dei corsi alla rispettiva fonte di erogazione dei finanziamenti (risorse regionale, fondi statali, fondi europei), una delle cause queste delle sovrapposizioni che hanno alimentato anche nel recente passato, ripetute e ravvicinate criticità. «Per noi il fatto che i corsi possano partire lo stesso giorno della scuola ordinamentale, rappresenterebbe un criterio di ordine, di razionalizzazione e di credibilità della macchina amministrativa regionale». Le colpe e gli errori del passato sono alle spalle, ma hanno determinato un profondo disagio nei territori, tra i ragazzi, molti dei quali hanno abbandonato indirizzo scolastico e professionale e dovuto compiere scelte diverse, e tra gli operatori.

Una consistente quantità di enti di Formazione anche “storici” hanno preferito passare la mano di fronte allo stillicidio di un traguardo che non sembrava più raggiungibile. Di questo Marziano è ampiamente consapevole ed anzi tiene a precisare:«Ringrazio quanti ci hanno spronato, a volte anche duramente nelle fasi più difficili di questo travagliato percorso. Mi scuso per il passato, ma al tempo stesso mi sento profondamente motivato per il futuro a cui vogliamo dare una dimensione di certezze e di misura definita. La pressione che ho ricevuto dagli enti e dalle famiglie è stato anche un modo per stimolare il personale e gli uffici. Non vorrei che venisse scambiato per eccesso di retorica, ma ho sentito su di me la pressione di questi ragazzi, delle loro famiglie e di tutto questo mondo».

La normalità come conquista e la lotta per l’ordinario necessitano ancora però di una serie di perfezionamenti per il futuro. L’interlocuzione avviata dal governo regionale con l’esecutivo guidato dal dimissionario Matteo Renzi aveva incardinato una serie di accordi, con cifre alla mano in grado di stabilizzare ed orientare la spesa per il settore dell’obbligo formativo verso una direzione netta e chiara. Su questo Marziano, nonostante tutto, rimane ottimista:«Ci è stato garantito per i prossimi quattro anni un impegno finanziario minimo di 67 milioni di euro all’anno che consentiranno lo svolgimento in media di circa 800 corsi ogni anno. Avevamo realizzato con il governo Renzi una grande sintonia, ma la certezza di questo finanziamento viene dalle regole. La Regione contribuirà con 25 milioni di euro di risorse proprie».

Con l’approvazione del sistema di certificazione delle competenze è stato confermato l’articolo di legge che prevede l’obbligo per gli enti di assumere i lavoratori prioritariamente dall’albo dei formatori.

La riforma

Dall’anno scolastico 2010/2011, è in vigore la riforma del 2° ciclo di istruzione e formazione, che si articola in percorsi di istruzione di durata quinquennale (licei, istituti tecnici, istituti professionali) e percorsi di istruzione e formazione professionale, di competenza regionale. Ora si può, al termine del 1° ciclo, assolvere l’obbligo di istruzione ed esercitare il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione nei percorsi di istruzione quinquennale, e nei percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali. Al termine dei primi 2 anni viene rilasciato il certificato delle competenze di base acquisite.

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