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Montalbano «un eroe umano» nella luce della Sicilia

Nobile: «Paesaggi e atmosfere che incantano» Pulvirenti: «La forza delle storie di Camilleri»

Stasera Su rai1 Montalbano «un eroe umano» nella luce della Sicilia

Torna in questa puntata un attore magnifico come Roberto Nobile, il coraggioso giornalista Nicolò Zito. «Un personaggio molto presente nelle prime puntate, un simbolo positivo, un aiuto nel risolvere le indagini» racconta Nobile al telefono nel camerino di un teatro friulano dov’è in scena con La scuola, lo spettacolo con Silvio Orlando e Vittoria Belvedere, in cui interpreta il prof Mortillaro, che farà tappa al Biondo di Palermo. «Il boom del primo episodio? Da ragusano sono incantato dai paesaggi, dalla bellezza dei luoghi, dall’atmosfera che si crea, dalla bravura degli attori, dei caratteristi. Condivido l’amore che gli spettatori danno alla serie con quel qualcosa di più di chi vive lontano dalla Sicilia». Diretto, tra gli altri, da Avati, Amelio, Tornatore, Andò, Moretti, popolare anche per il ruolo di Antonio Parmesan in Distretto di Polizia («Il cinema? Ho amato La scuola, Stanno tutti bene e Terramatta, sono grato di queste occasioni in cui ho potuto esprimere il massimo»), sarà di nuovo in tv ne Il commissario Maltese con Kim Rossi Stuart in cui sarà un personaggio «un po’ ambiguo».

Nuccio Vassallo, catanese, da sempre al Teatro Minimo, al suo terzo ruolo nelle serie di Montalbano, veste stavolta i panni malinconici di Leonard Attard. «Un giudice in pensione che si tormenta su un problema di coscienza - racconta - vive circondato da carte e fascicoli perché vuole capire se è riuscito a mettere da parte la sua vita privata per applicare la legge. Montalbano è il suo vicino di casa ed è un amico che viene a chiedere consiglio». La ricetta del successo? «Piace perché non è una serie mafiosa o di poliziotti che sparano sempre, risolve i casi in modo normale, umano».

La bionda Sofia Pulvirenti, nata a Roma da una famiglia catanese, diploma all’accademia Silvio D’Amico, in teatro con Carlo Cecchi, è Gabriella Persico.


«Vivo nel palazzo dove avviene l’omicidio, sono legata a un indagato e consegnerò materiale prezioso a Montalbano - anticipa - Mi sono divertita a recitare questo ruolo, mi ha ricordato molte donne del Sud». Le sue scene sono al fianco di Luca Zingaretti. «Un’emozione - ride - è stato molto alla mano e ha dato a un’attrice giovane come me la possibilità di creare una relazione. Il successo? Parte dalla forza di Camilleri di narrare storie che ci riguardano».

Nella puntata rivediamo anche Massimo Spata, ragusano, che sarà pure nello spin off Rosi Abate. «Sono Micheletto il capo della Narcotici - dice del suo personaggio - stavolta sono chiamato per aiutare a scoprire la verità». Sul set, racconta, si respira un clima sereno, «c’è un grande lavoro dietro, una macchina incredibile, Montalbano è un fenomeno di qualità. Sono rimasto sorpreso da come viene seguito anche dagli stranieri, fanno cose da pazzi: la casa di Punta secca è come un santuario!».

Era nel cast del Covo di vipere Valeria Panepinto, di Lentini, vista in teatro ne La lupa con Lina Sastri regia di Guglielmo Ferro.

«Una bellissima occasione - racconta - Il set è come una famiglia, si lavora con gioia e leggerezza, il regista Sironi e gli attori, mettono amore in quello che fanno. Il pubblico si è davvero affezionato al commissario». In piccole scene (casting della Brahma Corporation dei fratelli Cori) ci saranno anche, in un elenco incompleto, Aldo Toscano, Nicola Giosuè, Sebina Montagno, Mauro Maria Amato, Elisa Franco, Angelo Tropea, Edgardo Mangiù, Barbara Giummarra, Chiara Esposito, Silvia Jelo.

Presenza fissa da molte stagioni il ristoratore Enzo che nella terrazza sul mare serve manicaretti al commissario «Antipasti, triglie fritte, pasta con le sarde, “capputteddi”, le seppioline» elenca Aldo Messineo che lo interpreta dal 2010. «Zingaretti è un grande professionista, ci divertiamo a fare battute». Cabarettista a “Insieme” su Antenna Sicilia, cuoco «per diletto» anche nella vita, lavora al Teatro greco-romano di Catania. «Ogni tanto qualche guida esordisce indicandomi: lo sapete chi è lui? Oh, lo sanno, tutti sanno chi è Montalbano e pure dove mangia».

La “moglie” sul set è l’attrice catanese Raniela Ragonese, in questa stagione ne Il marchese di Ruvolito al Brancati.

«E’ fantastico: grande professionalità in un clima familiare. C’è molta attenzione, tanta cura dei particolari anche sui ruoli piccoli che danno colore alla storia. Il successo? Camilleri, le location, gli attori e il modo in cui il regista Sironi riesce a descrivere umori, sapori, atmosfere della nostra Sicilia».

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