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In Sicilia mancano 5000 infermieri. Regione accelera su stabilizzazione

Mentre a Parma lo stesso numero di persone si è presentato ad un concorso per un posto, nell'isola i tanti, che in questi anni hanno lavorato con contratti a termine, attendono un lavoro a tempo indeterminato. Firmato, dall'assessore Razza, l'atto di indirizzo

In Sicilia mancano 5000 infermieri. Regione accelera su stabilizzazione

Ha fatto scalpore il numero inversamente proporzionale, e di molto, dei partecipanti ad un concorso per infermieri indetto dall'Ausl di Parma: si sono presentati in cinquemila per un solo posto di lavoro. Alla luce di una notizia di questo genere, fa altrettanto scalpore che negli ospedali siciliani, secondo una stima del Nursind (sindacato autonomo delle professioni infermieristiche), di infermieri ce ne vorrebbero almeno 5000: 3000 operatori socio-sanitari e 1500 ostetrici. E gli infermieri, lo attesta anche il concorso di Parma, in realtà ci sono; l'apposito corso di studi universitario continua ad essere tra i più ambiti proprio perchè si pensa che in quella direzione si possa ancora trovare lavoro. Eppure in tanti, in tantissimi, tra impieghi precari e concorsi impossibili, quell'agognato posto continuano a sognarlo. 

Un recente studio mondiale "RN4Cast", effettuato in 22 nazioni e a cui ha partecipato, in Sicilia, l'Asp di Trapani con l'ospedale di Sant'Antonio Abate, dimostra che il rapporto tra infermieri e numero di pazienti deve essere di uno a sei. «Negli ospedali dell'isola - afferma invece il coordinatore regionale del Nursind Francesco Frittitta - quel rapporto è di 1 per 24 pazienti». Anche questi sono dati che fanno riflettere, ma in negativo. Anche perchè in mezzo alla sproporzione di quei numeri c'è il rischio clinico che corrono i pazienti.

Per il Nursind il blocco delle assunzioni è stato causa, in tutti questi anni, dell'aumento del rischio clinico con la conseguente carenza assistenziale. E più volte si è fatto portavoce, con le istituzioni, dell'annosa questione. Adesso a raddrizzare il tiro arriva l'atto d'indirizzo, già firmato dall'assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza, per la stabilizzazione dei precari della sanità. In attesa dei concorsi, che restano legati alla riorganizzazione della rete ospedaliera, i manager potranno trasformare in contratti a tempo indeterminato quelli attualmente a termine. In particolare Razza ha indicato ai manager la possibilità di stabilizzare i precari "senza aspettare il piano triennale dei fabbisogni", con l'unico limite rappresentato dalle risorse finanziarie di ciascuna Asp. I primi dell'elenco saranno i precari "entrati in servizio dopo il 28 agosto del 2015 con un'anzianità di servizio di almeno 3 anni, maturata entro il 31 dicembre del 2017, anche se non continuativi negli ultimi otto". L'atto di indirizzo dell'assessore riguarderà sia i precari che sono stati assunti per concorso sia quelli che non rientrano in quest'ultima categoria. Chi non ha mai fatto un concorso avrà la possibilità di rientrare in quella riserva del 50% delle selezioni che saranno prossimamente indette. Frattanto i manager potranno prorogare i contratti di quelle persone che prenderanno parte a questo processo di stabilizzazione. 

I sindacati stanno prendendo visione di quanto disposto dall'assessore regionale, e le prime posizioni registrate sembrerebbero di tono positivo.

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