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Mazzette per le patenti nautiche, “retata” a Palermo

Notificati dodici provvedimenti cautelari, coinvolti anche impiegati della Capitaneria di Porto e il titolare dell'Istituto nautico De Santis

Mazzette per le patenti nautiche, “retata” a Palermo

Ci sono quattro dipendenti della Capitaneria di porto di Palermo e tre dipendenti dell’Istituto nautico di Palermo tra le persone alle quali è stata notificata un’ordinanza cautelare del gip di Palermo che li accusa di corruzione nel rilascio delle patenti nautiche.

I provvedimenti su delega della Procura della Repubblica di Palermo, sono stati eseguiti dai militari appartenenti alla Guardia Costiera di Palermo ed al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo. I sette – secondo l’accusa – agivano in concorso con il titolare della scuola di formazione internazionale marittima denominata “Studio De Santis”, abilitata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a svolgere corsi di formazione marittima propedeutici all’imbarco su unità navali.

In tutto dodici i provvedimenti notificati: 5 sono stati posti agli arresti domiciliari, per quattro è stato disposto il divieto di dimora nel Comune di Palermo mentre per altri tre c’è l’obbligo di presentazione alla P.G.

Gli investigatori contestano almeno 59 episodi in cui ci sarebbero state corruzioni, induzioni indebite a dare o promettere utilità, rivelazioni di segreto d’ufficio e falsi ideologici in atto pubblico. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro la sede dello “Studio de Santis” Centro internazionale di formazione marittima di Palermo, il campo di addestramento per marittimi, a Bellolampo del Comune diversi conti correnti, nonché beni mobili e immobili per un valore complessivo di 1.250.000 euro. E’ stata anche sequestrata una società avente sede nella Repubblica di San Marino, intestata all’amministratore del “Centro De Santis”.

L’inchiesta si è avvalsa di intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti, acquisizione di atti ed accertamenti bancari. Gli investigatori sono riusciti ad accertare che i marittimi che formulavano istanza per partecipare agli esami - il cui superamento era necessario per ottenere le abilitazioni professionali e le certificazioni previste dalla normativa internazionale al fine di svolgere delicate e importanti mansioni a bordo di navi mercantili e da crociera, in alcuni casi legate alla sicurezza - venivano “avvicinati” alcuni degli indagati, che, in collegamento con il Centro internazionale di formazione marittima, promettevano il facile superamento delle prove, previa frequenza di “pre-corsi” a pagamento in effetti tenuti dagli stessi ufficiali che in seguito avrebbero fatto parte della commissione esaminatrice. In particolare, è stato appurato che più di 50 candidati sono stati avvicinati ed una parte di questi ha effettivamente pagato somme non inferiori ai 1.000 euro per beneficiare di corsie preferenziali per un agevole superamento degli esami; in alcuni casi, si è anche accertato che, in occasione dei “pre-corsi” i candidati venivano puntualmente resi edotti sugli argomenti che sarebbero stati oggetto di esame.

E’ stato appurato che gli indagati riuscivano a fornire ai candidati anche anticipazioni in merito alle tracce che sarebbero state loro sottoposte in occasione della prova scritta di inglese, preparandoli alla traduzione del testo che poi sarebbe stato oggetto della prova. “L’indagine – spiegano dalla Guardia di Finanza - in questione svela un sistema di corruttela che, per la portata e la rilevanza della questione affrontata, ha enormi ripercussioni su un aspetto di primaria importanza nazionale e internazionale, ovvero la sicurezza dei trasporti legata ai traffici marittimi mercantili e crocieristici”.

I NOMI

Ai domiciliari è finito Giovanni Paterna, 75 anni, capitano superiore di lungo corso, componente della Commissione Esaminatrice; Francesco De Santis, 50 anni, imprenditore titolare dell’omonimo Centro di Formazione; Alessandra Schirò, 61 anni, docente dell’Istituto nautico di Palermo, componente della commissione esaminatrice; Leonardo Busalacchi, 67 anni, impiegato civile presso l’Ufficio Direzione Marittima della Capitaneria di Porto di Palermo, oggi in pensione; Francesco Giuseppe D’Annibale, 72 anni, direttore di macchina e sindacalista.

Il divieto di dimora a Palermo è stato disposto per Giuseppe Tarantino, 61 anni, direttore di macchina, componente della commissione esaminatrice; Antonio Lupo, 61 anni, già primo maresciallo luogotenente del dalla Capitanerie di Porto, addetto all’Ufficio direzione marittima della Capitaneria di Porto di Palermo, oggi in pensione; Giosuè Messina, 53 anni, capitano di vascello delle Capitanerie di Porto, presidente della commissione esaminatrice; Flavio Gambino, 32 anni, sottotenente di vascello corpo del corpo delle Capitanerie di Porto - segretario della commissione esaminatrice.

Obbligo di presentazione a Caterina Morello, 27 anni, dipendente del Centro De Santis; Annarita Iadanza, 39 anni, docente Istituto nautico di Palermo, componente della commissione esaminatrice; Alessandro Sofia, 50 anni, docente Istituto nautico di Palermo, componente della commissione esaminatrice.

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