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Rapina al bar della stazione di Vittoria, arrestato il secondo bandito

Incastrato dalle intercettazioni negli uffici della Mobile di Ragusa dove ha confessato il crimine insieme al complice subito arrestato. Nel corso dell'assalto sparati colpi di pistola anche in presenza di diversi bambini

Rapina al bar della stazione di Vittoria, arrestato il secondo bandito

I poliziotti della Squadra Mobile di Ragusa e del Commissariato di Vittoria hanno arrestato ieri, su ordine del gip del tribunale ibleo, Giovanni Nicastro, vittoriese di 27 anni (nella foto a destra). L’uomo, insieme a Luca Giuseppe Di Paola, 23 anni, (nella foto a sinistra) arrestato nei mesi scorsi, è accusato di rapina aggravata dall'uso delle armi ad un bar/tabacchi. Il colpo risale al gennaio scorso: i due arrivavano a bordo di uno scooter presso il bar della stazione ferroviaria di Vittoria; Di Paola aspettava sullo scooter mentre Nicastro è entrato sparando un colpo di pistola in aria con un proiettile che si è conficcato nel tetto.

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I bambini presenti venivano portati dietro al bancone mentre il titolare consegnava 3000 euro che aveva in tasca. Non pago, Nicastro puntava la pistola alla testa della cassiera che apriva il cassetto per consegnare il contenuto. Il proprietario a quel punto ha reagito per difendere la moglie e il rapinatore sparava un altro colpo che solo per caso non colpiva nessuno dei bambini o altri avventori presenti. Dopo aver arraffato il denaro Nicastro è fuggito con lo scooter guidato da Di Paola. Le indagini sono partite proprio dallo scooter: dopo alcuni giorni fu veniva effettuata una perquisizione nell'attività del padre di Di Paola che è stato arrestato per detenzione illegale d'arma da fuoco (perché se ne è assunto la responsabilità). A inchiodare Di Paola l'esame delle immagini di video sorveglianza della stessa azienda del padre che hanno permesso di ricostruire le fasi di occultamento dello scooter e della pistola. La Polizia aveva già accertato che la pistola utilizzata durante la rapina fosse la stessa rinvenuta presso l'azienda del padre del rapinatore. La comparazione balistica ha poi confermato la circostanza.

Il problema era trovare i gravi indizi di colpevolezza per Nicastro perché al momento c’erano solo su Di Paola. La strategia della Procura di Ragusa e degli investigatori è stata quella di convocare con un scusa Nicastro durante le fasi dell’arresto di Di Paola. Messi insieme in una sala d’attesa, i due rapinatori sono stati intercettati ed hanno ammesso le loro responsabilità. Proprio Nicastro era stato colui che aveva materialmente esploso i colpi di pistola e Di Paola era colui che aveva guidato lo scooter. Ed entrambi, inoltre chiusi nella stanza della Polizia, volevano addirittura aprire i cassetti per trovare armi da rubare ai poliziotti della Squadra Mobile. Ovviamente le armi in dotazione non sono state trovate e allora hanno pianificavano la fuga dalla finestra, non sapendo che qualora fossero riusciti a rompere i vetri, avrebbero trovato i poliziotti ad aspettarli perché erano intercettati. Durante le intercettazioni i due criminali hanno ammesso le loro responsabilità, rimarcando i vari errori da loro commessi, come quello di non gettare la pistola e di averla custodita nell’azienda del padre.

Ieri mattina Nicastro è stato arrestato sul luogo di lavoro e per questo ha avuto anche da ridire perché lesivo della sua “immagine”. Dopo averlo ammanettato, il rapinatore è stato condotto presso gli uffici della Squadra Mobile di Ragusa per essere fotosegnalato dalla Polizia Scientifica e condotto in carcere immediatamente dopo.

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