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PRENDONO FACEBOOK SUL SERIO... COME FOSSE DAVVERO UN "MEZZO STAMPA"... PER L'EX PRESIDENTE DI FB E' MALATTIA MENTALE...

PRENDONO FACEBOOK SUL SERIO... COME FOSSE DAVVERO UN "MEZZO STAMPA"... PER L'EX PRESIDENTE DI FB E' MALATTIA MENTALE...

Sean Parker, fondatore del mitico Napster (il primo sito per la condivisione di musica) ed ex presidente di Facebook, lancia l’allarme: “Il successo di Facebook è fondato sulle fragilità umane, sono preoccupato per le nuove generazioni”. Nel nostro piccolissimo, questa rubrichetta, è preoccupata per i siciliani, popolo notoriamente strano, egocentrico, superbo di una superbia provinciale al limite con la pazzia e la mania di grandezza. Se le vulnerabilità delle quali parla Sean Parker sono appunto l’egocentrismo, la mancanza di umiltà, il complesso di Napoleone, l’emulazione di Benito per cui l’home page del social network diventa un balcone a piazza Venezia, il siciliano è molto più in pericolo di un qualunque adolescente. Per il siciliano Facebook è la vita che non ha nella vita, la rivalsa condominiale. Credono, ad esempio, che Facebook sia la “stampa”, ed è tutto un fiorire di “querele per diffamazione a mezzo stampa” di persone che sulla “stampa” faticano ad apparire. Diventa “stampa” persino una litigatina nei “commenti”, che nella mente dei siciliani non è, come invece è – e come disse Umberto Eco – una faccenda identica a una discussione da bar tra emarginati. Il siciliano, su Facebook, fa arrampicamento sociale, lotta politica. Se è vero, come è vero, che ogni siciliano è teatrante, e se è vero, come è vero, che ogni siciliano non vuole essere un semplice attore, ma un capocomico, ecco che Facebook, al siciliano, gli fa esplodere il cervello. Esso digita un post su facebook come appunto affacciandosi al balcone, di piazza Venezia se non quello al Vaticano dell’Angelus. Si vede persino dall’uso della retorica, dalla costruzione grammaticale della frase: il siciliano (e ovviamente le siciliane) allungano il collo, diventano serissime, parlano come se da un loro post dipendesse il destino della Sicilia, della mafia, dell’antimafia, della scuola, dell’educazione civica. Ecco: l’educazione civica. E’ vero, bisognerebbe insegnarlo nelle scuole, soprattutto in quelle siciliane: chi parla “seriamente” su Facebook non ci sta con la testa. Sicilian Comedi è disponibile a un tour nelle scuole per spiegare che Facebook è una gran buffonata.

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