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E la Regione invia la nuova tessera sanitaria alla madre di Denise

Mazara, Piera Maggio su Facebook: "Che tristezza vedere, dentro la cassetta della posta, una busta con la nuova e rinnovata tessera sanitaria di Denise, purtroppo mai utilizzata"

E la Regione invia la nuova tessera sanitaria alla madre di Denise

«Quando ho visto recapitarmi una lettera inviatami dalla Regione e intestata alla mia Denise, mi è venuto un tuffo al cuore. Conteneva la nuova tessera sanitaria di mia figlia», dice Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone, la bimba rapita l’1 settembre 2004 a Mazara del Vallo, mentre giocava sul marciapiedi di casa, all’angolo tra le vie Castagnola e La Bruna, e della quale si sono perdute le tracce. All’epoca Denise non aveva ancora compiuto quattro anni.


La madre aveva subito manifestato il suo sconforto sulla propria pagina facebook: «Che tristezza vedere dentro la cassetta della posta quella busta», aveva scritto, ricevendo oltre 1400 «mi piace».
«Mia figlia - dice al telefono Piera Maggio - è iscritta all’anagrafe e risulta anche nel mio stato di famiglia perché è una bambina scomparsa e, dunque, per lo Stato risulta esserci. Quello che mi amareggia è che il mondo degli scomparsi rimanga a sé stante. Non c'è una ricerca sistematica e siamo noi genitori a doverci attivare tramite i social network e i blog. Ci sono trasmissioni, come 'Chi l’ha visto?' che si occupano di scomparsi».

Intanto, il prossimo 19 aprile il procedimento giudiziario che vede imputata Jessica Pulizzi, sorella per parte di padre di Denise (il genitore di entrambe è Piero Pulizzi), approda in Cassazione. Nei due precedenti gradi di giudizio, Jessica è stata assolta dall’accusa di concorso in sequestro di minorenne.

«Attendo che ci sia una ferma risposta da parte della giustizia - spiega Piera Maggio -. Vorrei capire, a 12 anni e mezzo dal rapimento di Denise, chi si è macchiato di questo orribile reato. Siamo al terzo grado di giustizia e ancora non ci sono colpevoli. I tempi della giustizia sono davvero sconfortanti. Di contro, mai ho perduto la speranza, neanche per un giorno; rimane sempre molto forte in me il pensiero di potere riabbracciare mia figlia».

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