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Operazione Efebo, sequestrati beni a commerciante d'arte di Castelvetrano

La Direzione Investigativa Antimafia di Trapani ha sequestrato beni mobili e immobili per svariati milioni riconducibili a Giovanni Franco Becchina, noto commerciante internazionale d’opere d’arte e reperti di valore storico-archeologico. Becchina, originario di Castelvetrano, in provincia di Trapani, è stato titolare in passato di una galleria d’arte a Basilea, in Svizzera, nonchè di imprese operanti in Sicilia in diversi settori del commercio di cemento, nella produzione e commercio di prodotti alimentari e olio d’oliva esportato con successo soprattutto all’estero. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Tribunale di Trapani - Sezione Penale e Misure di Prevenzione a seguito di richiesta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale avanzata dalla Procura della Repubblica Distrettuale di Palermo. Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori della Dia di Trapani, incaricati delle indagini, per oltre un trentennio Giovanni Franco Becchina avrebbe accumulato ricchezze con i proventi del traffico internazionale di reperti archeologici, molti dei quali trafugati clandestinamente a Selinunte, uno dei più importanti siti archeologici della Sicilia, da tombaroli al servizio di Cosa nostra. Alle indagini ha collaborato la polizia giudiziaria elvetica, attivata dalla Procura di Palermo con rogatoria internazionale. A gestire le attività illegali legate agli scavi clandestini ci sarebbe stato l’anziano patriarca mafioso Francesco Messina Denaro, poi sostituito dal figlio, il boss latitante Matteo Messina Denaro.

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