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La produzione di barbatelle in Italia

Di Redazione

(Trento, 21/01/2022) -

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Trento, 21/01/2022 - Quando si vuole realizzare un vigneto, quello che si pianta non consiste in una piantina o in una piccola vite, ma si tratta di quello specifico elemento che si chiama barbatella. Le barbatelle vengono ricavate da una vite, dalla quale viene ricavato un tralcio, che si chiama anche talea. Quindi abbiamo a che fare con un vero e proprio pezzo di vite che viene messo nel terreno, in modo che dalla parte tagliata si sviluppino le radici. Queste si chiamano barba ed è proprio da questo termine che deriva il termine barbatella. Tutto ciò è possibile anche grazie al fatto che la vite ha la capacità di rigenerarsi, di ricostruire delle parti che sono state precedentemente tagliate. Ma qual è il ciclo delle barbatelle e come avviene la produzione delle barbatelle in Italia? Scopriamone di più a questo proposito.

La Vivai Sommadossi è nata agli inizi del ‘900 e nel corso del tempo ha portato avanti un percorso di crescita anche grazie alla passione nel settore della viticoltura. Di generazione in generazione, fino ad arrivare a Silvano Sommadossi, che oggi è alla guida di questa azienda, si sono trasmessi valori significativi, come la competenza e l'impegno.

L'azienda può vantare molteplici varietà di barbatelle, diverse combinazioni di innesto e di tipologie di prodotti, per soddisfare ogni esigenza da parte dei clienti. Infatti quello che contraddistingue i Vivai Sommadossi è proprio il contatto diretto e personalizzato con il cliente, con la dedizione e il supporto di sempre.

Il processo comincia con la coltivazione delle piante madri, da cui poi si ricavano i portinnesti. In questa fase si deve avere molta cura dell'impianto del vigneto, in modo che si abbia una produzione di qualità anche dal punto di vista sanitario.

Nel periodo di dicembre e gennaio avviene la raccolta dei tralci, che, presi in questo periodo invernale, vengono conservati in ambienti con caratteristiche specifiche, in modo che si possano conservare bene fino a quando arriva la fase della lavorazione.

Fra gennaio e febbraio si mettono in atto il taglio e la scelta delle gemme. I tralci che vengono dalle barbatelle sono sottoposti a dei controlli frequenti, sono legati con dello spago agricolo e sottoposti ad una pulizia attenta.

Si tratta di una pulizia che viene fatta a mano, lasciando un innesto di circa 6-7 centimetri in fondo e che corrisponde ad un centimetro sopra la gemma. I tralci vengono messi in dei sacchi che possono contenere circa 3.000 gemme. Poi vengono specificate per ciascuno di questi lotti alcune indicazioni fondamentali, come per esempio la provenienza.

Fra marzo e aprile avviene l'innesto. È come se due piante diverse venissero sottoposte ad una specie di simbiosi. Nel caso della vite si parla di innestare una parte del fusto con un frammento di tralcio staccato da un'altra vite che abbia almeno una gemma.

Comunque possiamo fare riferimento ad innesti di diversi tipi, che si distinguono anche in base al taglio che viene utilizzato. Per effettuare questa operazione si può utilizzare anche una macchina, in modo che si abbia la possibilità di aumentare la precisione e di diminuire i tempi di lavoro. Dopo gli innesti vengono conservati nella segatura o in una serra.

Vivai Sommadossi nasce agli inizi del ‘900, vantando così un percorso di crescita, dedizione e passione nel settore della viticoltura, lungo quasi un secolo. Competenza, impegno e serietà sono valori che vengono tramandati dal nonno al padre, e dal padre ai figli, uno dei quali, Silvano Sommadossi oggi è alla guida di questa storica azienda.

Indirizzo: Via alle Cime 5, Vallelaghi (TN)

Telefono: +39 0461 864637

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