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Skateboard: tracce sul marciapiede, lezione di D'Agostino su skate e sottoculture

Di Redazione

Roma, 30 giu. - “Lo skate è un piacere indecifrabile: saltare. E' l'immagine della libertà”. Davanti al Colosseo, in occasione del World Street Skateboarding, il giornalista Roberto D'Agostino ha tenuto una lezione sullo skate, la sua cultura underground, l'ispirazione per tanti ragazzi e artisti. “Fare un trick – ha detto il giornalista – non è un fine, è vita. E' il miracolo di Icaro: decollare”.

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Tutte le culture nascono da una sottocultura. Il rap, il punk e anche lo skate, ha spiegato D'Agostino. “Nell'estate del 1976 lo skate diventa esproprio proletario delle città. Si fa per se stessi, ma crea una comunità. Si cade e ci si rialza. Si conquistano spazi lasciando le tracce sul marciapiede.

Al dibattito, organizzato da Sport e Salute e da World Skate, sono intervenuti anche il presidente della FISR Sabatino Aracu, Luca Basilico, direttore internazionale del Wordl Skate e skater, Paolo Von Vacano per la casa editrice Drago, il fotografo Paolo Cenciarelli e il delegato allo sport della Regione Lazio Roberto Tavani.

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