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«Adeguare i musei a misura anche dei disabili»

Di Maria Concetta Goldini |

Gela (Caltanissetta) –  Ha suscitato l’attenzione del governo regionale ed in primo luogo dell’assessore alle Politiche sociali Mariella Ippolito la denuncia della dott. Pinuccia Purpura che, in quanto in carrozzella, non ha potuto visitare la mostra sull’Eros allestita al museo archeologico regionale perché il servoscala era fuori uso. Qualche settimana prima una situazione simile la stessa dott.ssa Purpura l’aveva vissuta al Museo Diocesano di Caltagirone. Come dire: l’arte in Sicilia non è alla portata di tutti.

In molti luoghi, spesso per noncuranza e per pochi soldi di manutenzione, si lasciano alle porte i disabili in carrozzella. A Gela e Caltagirone i due casi denunciati. Ma chissà quanti ce ne sono. Il caso scoppiato a Gela a contorno di un’interessante mostra è stato giudicato intollerabile dall’assessore regionale Mariella Ippolito.

«Se ad un privato sono imposti adempimenti strutturali alla propria attività futura, è intollerabile che realtà pubbliche presentino ancora barriere architettoniche» – ha denunciato l’assessore alle Politiche Sociali che ha immediatamente riferito lo spiacevole episodio al collega di Giunta con delega ai Beni Culturali, Vittorio Sgarbi. «Sono certa che un uomo di sensibilità e cultura non comuni come l’assessore Sgarbi condividerà il mio disappunto per quanto accaduto. Il Dipartimento Regionale competente deve immediatamente ristabilire le condizioni affinché anche i diversamente abili possano avere accesso al Museo Archeologico di Gela, a quello diocesano di Caltagirone e a tutte quelle strutture pubbliche che, in questo modo, escludono dall’ingresso chi ha problemi di deambulazione» – ha commentato.

«Il nostro patrimonio storico e artistico non va negato a nessuno. La sua vasta estensione in Sicilia non deve fare da alibi a delle disfunzioni più o meno diffuse. Anzi, è auspicabile che arrivino alla Regione, non solo da parte dei dipendenti, ma anche degli utenti, le segnalazioni per simili disservizi che misurano in negativo la civiltà di una società. In questo modo – ha concluso l’esponente del Governo Musumeci – dalle denunce le istituzioni non avranno scuse per adeguare i nostri beni a misura di tutti».

L’assessore Vittorio Sgarbi che conosce molto bene il museo di Gela ed il suo valore ha assicurato attenzione sul caso segnalato che riguarda anche altre strutture siciliane.

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