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Caltanissetta

La mafia e la sua bestialità: quando all'"armiere" del clan rivale tagliarono orecchie, naso e dita prima di ucciderlo

Oltre 50 provvedimenti cautelari notificati dai carabinieri ai presunti esponenti della cosca Sanfilippo legata alla stidda gelese. Fatta luce anche su due casi di lupara bianca

Di Redazione
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Era sospettato di essere il custode delle armi della cosca rivale. Fu così attirato in un tranello e interrogato. Un interrogatorio che però si svolse sotto tortura, forse per fargli confessare il luogo dove nascondeva le armi. Lui era Luigi La Bella, aveva all’epoca dei fatti, era il 1991, 28 anni e prima di essere ucciso fu sottoposto a terribili torture: gli tagliarono le orecchie, il naso e le dita. Poi il cadavere fu gettato in un pozzo ma il corpo non fu mai ritrovato. L’altra vittima della lupara bianca, il cui delitto è emerso nell’ambito dell’inchiesta Chimera dei carabinieri che ha portato all’arresto di una cinquantina di persone accusate di far parte dei clan di Mazzarino, è Benedetto Bonaffini, un operaio edile ucciso nel 1984 quando aveva 22 anni e sospettato di appartenere ad uno dei gruppi criminali rivali. Anche in questo caso il cadavere non fu mai ritrovato.

 

 

La maxi operazione antimafia ha visto carabinieri di Caltanissetta eseguire un’ordinanza con 55 provvedimenti cautelari nei confronti di presunti affiliati al clan Sanfilippo di Mazzarino riconducibile alla stidda gelese. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Caltanissetta, su richiesta della Dda nissena. Gli indagati sono accusati a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, traffico di stupefacenti e detenzione di armi.

L’operazione scaturisce da un’indagine condotta tra il 2017 e il 2021 dai carabinieri di Gela ed è stata avviata sulla base di elementi forniti dal Comando carabinieri Politiche Agricole e Alimentari. La retata è quella numericamente più consistente condotta dall’Arma dei Carabinieri nell’ultimo decennio in provincia di Caltanissetta. L’attività investigativa, ha consentito di ricostruire l’articolato quadro dei settori economici interessati dalle attività criminali del clan: dal traffico di droga alla percezione di contributi pubblici per l'agricoltura, ottenuti attraverso false dichiarazioni. In tale contesto, è emersa anche l’attività estorsiva ai danni di numerosi imprenditori e commercianti di Mazzarino, costretti a corrispondere somme di denaro per il sostentamento dei detenuti, a fornire gratuitamente beni e servizi ai membri del clan e ad effettuare assunzioni fittizie di affiliati.

 

 

Ecco chi sono i 55 destinatari della misura cautelare emessa dal Gip nell’ambito dell’operazione "Chimera» dei carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta coordinata dalla Dda. Per 37 di loro è stata disposto la detenzione in carcere; otto sono già detenuti per altri motivi.

Sono: Girolamo Bonanno, 44 anni, Emanuele Brancato, 38, Silvia Catania, 30, Massimiliano Cammarata, 44, Rocco Di Dio, 28, Paolo Di Mattia, 28, Salvatore Di Mattia, 25, Rosangela Farchica, 52, Gianfilippo Fontana, 50, Samuel Fontana, 24, Marco Gesualdo, 31, Luca Guerra, 30, Vincenzo Iannì, 47, Bartolomeo La Placa, 36, Ilenia La Placa, 39, Silvano Michele Mazzeo, 50, Beatrice Medicea, 55, Enza Medicea, 53, Giuseppe Morgana, 24, Melina Paternò, 46, Gianpaolo Ragusa, 51, Andrea Sanfilippo, 52, Calogero Sanfilippo, 38, Calogero Sanfilippo, 30, Calogero Sanfilippo, 45, Giuseppe Sanfilippo, 37, Liborio Sanfilippo, 64, Marcello Sanfilippo, 52, Maria Sanfilippo, 35, Marianna Sanfilippo, 64, Marianna Sanfilippo, 36, Maurizio Sanfilippo, 56, Paolo Sanfilippo, 30, Salvatore Sanfilippo, 58, Salvatore Strazzanti, 44, Girolamo Zappalà, 61, Ignazio Zuccalà, 36. Sono 13 le persone poste ai domiciliari: Santa Sandra Alleruzzo, 34 anni, Ludovico Bonifacio, 44, Vincenza Rosalba Galati, 47, Salvatore Giarratana, 35, Valentina Guerra, 29, Antonino Iannì, 43, Ivan Dario Iannì, 31, Francesco Lo Cicero, 67, Valentina Maniscalco, 34, Grazia Minischetti, 49, Rosario Ridolfo Nicastro, 51, Salvatore Adamo Sanfilippo, 47, Filippo Verga, 31.

Misure interdittive per: il medico Giuseppe Fanzone, 60 anni, (sospensione esercizio della professione per sei mesi),  per l’avvocato Salvatore Ridolfo Nicastro, 66 anni, (un anno) e per un altro medico, Salvatore Sanfilippo, 70 anni, (nove mesi). Disposti anche due obblighi di presentazione nella stazione dei carabinieri.
 

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