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Adrano, uno sguardo di troppo e scatta la caccia al migrante

Di Salvo Sidoti |

ADRANO – Le feste patronali ad Adrano non potevamo cominciare nel modo peggiore: ovvero con una maxirissa tra ragazzi del luogo e giovani africani, minori non accompagnati, ospiti del centro di accoglienza di via Vittorio Emanuele. Questi ultimi sono accusati di avere molestato due ragazzine del posto mentre passeggiavano alla villa comunale: uno sguardo di troppo che avrebbe impaurito le giovani, le quali hanno riferito l’episodio ai familiari.

Nella tarda serata di martedì la situazione è degenerata: il gruppo di Adrano è venuto in contatto con i giovani immigrati, sono volati pugni e calci e ad avere la peggio è stato un ragazzo della Costa D’Avorio, che ha riportato contusioni alle braccia. Ma il peggio doveva ancora venire perché dopo è scoppiato il caos proprio di fronte all’ingresso della palazzina che ospita 11 minori nordafricani. Qui si sono radunate circa cinquanta persone con propositi non certo pacifici nei confronti dei ragazzi africani.

Sono stati momenti di grande tensione in una via Vittorio Emanuele paralizzata e dove sarebbero volati oggetti di vario tipo dai balconi della struttura che ospita i ragazzi africani. Provvidenziale la presenza delle forze dell’ordine che hanno scongiurato il peggio: gli agenti del commissariato di polizia di Adrano hanno richiesto anche il supporto dei carabinieri. Solo a tarda notte gli animi sino sono calmati.

«Come al solito qualche irresponsabile tenta di rovinare le feste agli adraniti – dice il sindaco Pippo Ferrante – non si aggrediscono le persone solo perché si è colpevoli di guardare una coetanea. Purtroppo mi risulta che i ragazzini riuniti in branco che hanno inseguito i minori extracomunitari erano incitati da maggiorenni. Abbiamo invitato i responsabili della Casa famiglia a far accompagnare, in questi giorni di festa, i ragazzi di colore dagli educatori. Ho anche dato disposizione al comando dei vigili di segnalarmi commenti sui social che incitano a utilizzare forme di violenza. E’ mia intenzione denunciare chiunque diffonda frasi di odio razziale e inneggi alla violenza».

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