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Cara di Mineo, nuovo bando: 50 mln e lotti “spacchettati”

Di Mario Barresi |

Mineo (Catania) –  Dentro quel filo spinato la vita sembra sempre la solita. Identica a se stessa. Oltre che sdoppiata. Da un lato c’è la realtà. L’accoglienza, con 450 lavoratori impegnati, garantita sempre e comunque dal centro per migranti più grande d’Europa. Dall’altro lato i fantasmi. Il processo sugli appalti truccati e sulla corruzione, le altre inchieste su anomalie varie.Due linee parallele. Che, fino a oggi, non s’erano mai incontrate. Eppure il Cara di Mineo, un paese di più di 3mila anime che respirano alla giusta distanza dal paese vero, prova a sopravvivere a se stesso. Cambiando pelle, senza rinnegare una funzione che – al netto degli scandali – le politiche nazionali sull’immigrazione non sono mai riuscite a surrogare.

Ed ecco allora che si ridisegna l’orizzonte. Un nuovo bando, molto diverso da quello «cucito su misura» di cui parlò Raffaele Cantone. Il presidente dell’Anac, fino a giovedì, in commissione Migranti, ha usato parole molto dure. Sul passato («contro il nostro provvedimento ci fu un fuoco di sbarramento, il Cara si rifiutò di revocare l’atto» e poi «ci sono ancora problemi su come fu acquisita e utilizzata la struttura che ospita il centro: se ne occuperà la Procura»), sul presente («l’appalto del Cara di Mineo fu commissariato e lo è tuttora: un nuovo appalto non è stato fatto, continuano a operare i vecchi gestori con il commissario»), con un monito sul futuro: «È indispensabile che si faccia al più presto l’appalto».

Ed eccolo, allora, il nuovo appalto. Non ancora adottato, ma già pronto. Il capitolato era già predisposto ad aprile, ma – su sollecitazione del Viminale – s’è dovuta ricalibrare la base d’asta su un numero massimo di migranti ospiti più alto (da 2.000 a 2.400). E dunque, dopo i nuovi calcoli, il “Gruppo di lavoro di missione” (coordinato da Giuseppina Di Raimondo) in sinergia con il prefetto di Catania, Silvana Riccio, ha predisposto il nuovo bando di gara. Che, dopo l’adozione, sarà pubblicato.Cosa cambia rispetto al maxi-appalto da 100 milioni finito nella bufera giudiziaria? L’importo, innanzitutto. Perché per i servizi di accoglienza e assistenza, per un massimo di 2.400 posti, è previsto un totale di 49.941.788 euro. L’altra novità di rilievo è lo spacchettamento dei servizi in quattro lotti, così come previsto dal decreto appena firmato dal ministro dell’Interno, Marco Minniti. Dunque le offerte dovranno arrivare per ogni singola fornitura. Ovvero: servizi alla persona, gestione amministrativa e registrazione stranieri, assistenza sanitaria e alla persona (16,8 milioni); fornitura pasti (19,7 milioni); pulizia e igiene ambientale (3,5 milioni); letterecci, vestiario e prodotti per l’igiene, pocket money e schede telefoniche (9,8 milioni). Dal totale dei quasi 50 milioni, in ossequio a una delibera Anac, sono escluse la locazione e la manutenzione del “Residence degli Aranci”, di proprietà di Pizzarotti. I concorrenti (anche in associazione temporanea d’impresa) potranno presentare offerte per tutti i lotti, ma potranno aggiudicarsene soltanto uno. Per questo motivo, infatti, nella domanda di partecipazione dovranno indicare una priorità di scelta in caso di più aggiudicazioni. Sciolto il Consorzio dei Comuni, la stazione appaltante sarà la Prefettura. Come altrove, come ovunque.  L’appalto per il Cara di Mineo non sarà più un’eccezione, più unica che rara, a livello nazionale. E in fondo è davvero questa la notizia più rassicurante.

Il processo

Sono in 15 i rinviati a giudizio dal Gip di Catania per turbativa d’asta e corruzione nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto dei servizi, dal 2011 al 2014, al Cara di Mineo. Fra di loro il sindaco Anna Aloisi e l’ex direttore del Consorzio dei Comuni, Giovanni Ferrera; oltre agli ex vertici delle Ati interessate. L’indagato eccellente, il sottosegretario Giuseppe Castiglione, ha ottenuto il giudizio immediato. Fuori dal processo Luca Odevaine: ha patteggiato 6 mesi. Prima udienza ( per Castiglione e per i 15 rinviati a giudizio) il 12 ottobre davanti la terza sezione penale del Tribunale, con la possibile unificazione del processo.

numeri49,9milioniil totale dell’appalto predisposto (ma non adottato) per i servizi di accoglienza e assistenza3 annila durata della gestione dei servizi4 lottila suddivisione, in ossequio al recente decreto Minniti, dell’appalto, con questa suddivisione: 16,9 milioni per servizi alla persona, amministrazione e assistenza sanitaria;19,7 milioni per la fornitura pasti;3,5 milioni per pulizia e igiene ambientale;9,8 milioni per latterecci, vestiario, prodotti per la cura personale, pocket money e schede telefonicheCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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