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L'intervista

Dalle auto elettriche agli impianti sportivi: Catania tra le città più virtuose per la spesa dei fondi Ue

L’assessore alle alle Politiche Comunitarie, Lavori Pubblici e Sport, Sergio Parisi del gioco di squadra e della continuità amministrativa ha fatto un mantra

Di Francesca Aglieri Rinella |

Continuità e visione d’insieme hanno trasformato Catania in una città più inclusiva, vivibile e innovativa. È orgoglioso l’assessore alle alle Politiche Comunitarie, Lavori Pubblici e Sport, Sergio Parisi, che della continuità amministrativa e del gioco di squadra ha fatto un mantra. «Queste due cose – dice a La Sicilia – hanno permesso all’amministrazione di spendere gran parte dei fondi europei stanziati, senza attingere dalle casse del Comune e a consegnare ai cittadini opere che si possono toccare con mano». Auto e autobus elettrici, con la conseguente drastica riduzione delle emissioni, piazze nuove o rimodernate, impianti sportivi ed edifici per l’emergenza abitativa sono solo alcuni esempi.

Un settore – quello delle politiche comunitarie – che si conferma ancora una volta strategico?«In questi anni, la Direzione ha ricoperto un ruolo di grande importanza strategica all’interno dell’amministrazione impegnandosi, in particolar modo, nelle fasi di intercettazione, gestione e impiego dei fondi comunitari, fondamentali strumenti di intervento e miglioramento del tessuto urbano e dei servizi erogati ai cittadini. Con fondi che ci hanno permesso di modificare sensibilmente il volto della città attraverso la riqualificazione di aree e spazi aperti di grande importanza sociale e culturale, il supporto alle azioni per incentivare la mobilità sostenibile e dolce, la digitalizzazione e la creazione di azioni di supporto e inclusione sociale finalizzate a contrastare l’emarginazione e i fenomeni di ghettizzazione».

Catania è stata, dunque, promossa a pieni voti per la spesa dei fondi comunitari nel 2023?«Sì, ma questo risultato è frutto di una pianificazione attenta e di un utilizzo oculato delle risorse umane e professionali indispensabili per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Siamo stati tra le prime città d’Italia ad assumere, in tempi brevi, 70 persone con il “Capacity building”, una misura del Pon Metro che consente di assumere professionisti che garantiscano il ciclo di vita dei finanziamenti. Figure che ci hanno aiutato a cambiare il volto della città e a finalizzare i fondi comunitari in termini di spesa, di progettazione, di controllo e di rendicontazione. Anche i tempi di espletamento delle gare d’appalto si sono notevolmente accorciati. Per questa ragione, non per caso, siamo tra le città italiane con la miglior percentuale di spesa, con il 97,5% dei fondi utilizzati in relazione agli obiettivi».

Cosa intende con continuità amministrativa e perché la ritiene fondamentale?«L’avere continuato il lavoro svolto dalla precedente amministrazione (quella di Salvo Pogliese, ndr) di cui sia io che l’attuale sindaco Enrico Trantino facevamo parte, non è solo il punto di partenza, ma anche quello fondamentale per poter oggi vantare questi risultati. La continuità amministrativa e la stretta collaborazione con il primo cittadino e la giunta è quel gioco di squadra che sta premiando una capacità di utilizzo dei fondi che nelle città del Sud non si era mai viste. Chi viene a visitare i nostri uffici trova un gruppo di lavoro in pieno fermento, nel quale tutti sanno esattamente cosa fare e lo fanno con entusiasmo, con una “visione” sconosciuta fino a oggi nella pubblica amministrazione alle nostre latitudini».

Catania ha dimostrato veramente di essere all’avanguardia in questo senso?«Adesso viene la parte più difficile, quella del consolidamento di questi risultati e della verifica continua, soprattutto per mantenere alta la qualità dei servizi e lavorare su pulizia e manutenzione, che i fondi comunitari non finanziano: con il sindaco Trantino siamo impegnati in un tour continuo di sopralluoghi nei cantieri per individuare le soluzioni migliori perché a vincere non sia l’incuria e il vandalismo. Ci riusciremo, anche perché i cittadini cominciano a comprendere, a parte le eccezioni in negativo, che una città più bella e vivibile è patrimonio di ciascuno di noi, non soltanto del sindaco o dell’assessore».

Una strategia amministrativa che premia….«Avere avuto capacità di visione, di strategia, è quello che ci ha premiato. Quando abbiamo prodotto, ad esempio, con “Catania spazio Sport”, un’idea di pianificazione di interventi su aree urbane rifunzionalizzate in chiave ricreativa e sportiva, giorno dopo giorno è diventato sempre più importante, dimostrando questa visione e senso di programmazione. Catania per investimenti sullo sport è passata al 16esimo posto della classifica del Sole 24 Ore, proprio perché abbiamo investito in nuovi spazi, impianti e infrastrutture già esistenti. Lo stadio riqualificato e consegnato, di fatto, sei mesi prima rispetto alle tempistiche del cronoprogramma, è stato un record: un esempio di efficienza e di gioco di squadra».

Tre aggettivi per descrivere la città?«Catania è prima di ogni cosa una città inclusiva. L’esempio è quello di un terreno che non era una piazza, ma che lo è diventata, favorendo una socialità non più negata. Parlo di Piazzale Sciascia (nella foto), all’inizio dell lungomare, dove non esisteva nulla e che ora è un brulicare di famiglie, bambini, ragazzi. Catania è città innovativa: le panchine smart, l’illuminazione intelligente, gli stessi semplici cartelli, legati a una app che mappa piazze e aree sportive, con i messaggi su dove trovare e come rispettare luoghi e impianti sportivi. Iniziative che avvicinano sempre di più il cittadino e il turista a queste realtà che abbiamo riqualificato. Un crescendo che rientra in questi tre aggettivi: inclusiva, vivibile e innovativa».

Politica e burocrazia…«La parte politica – quella che rappresento io – e la parte gestionale, quella dei Lavori Pubblici e delle Politiche Comunitarie – adesso camminano di pari passo proprio alla luce di quella visione d’insieme. Con le varie direzioni, e coinvolgendo giunta, consiglieri comunali e stakeholder nei processi, siamo già pronti per affrontare la nuova programmazione, per continuare a garantire crescita e sviluppo alla città. I colleghi della Giunta stanno dando un grande impulso a questo metodo, innestando nuove istanze e progetti. È la sfida del futuro, quella per i figli e per i nipoti. Troppo spesso la politica ha guardato a domani, al massimo alla successiva scadenza elettorale, con scarsi risultati. Adesso proviamo a volare alto».

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