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Catania

Le macchine di Archimede e Leonardo escono dal Museo di Siracusa e "prendono" l'autobus

Parte da Siracusa l'iniziativa di portare i prototipi in scala delle macchine realizzate dai due geni in luoghi "insoliti" per le collezioni, ospedali, case di riposo, scuole, carceri

Di Carmen Greco

Un museo “itinerante” con una collezione “portatile”,i prototipi in scala delle macchine di Archimede e Leonardo. La cultura esce dai musei e raggiunge a bordo di un bus, altri luoghi del vivere comune, scuole, case di riposo, carceri, ospedali. 
La nuova veste “viaggiante” del museo Archimede e Leonardo di Siracusa (la sede “statica” è in via Mirabella 31 e sarà riaperta da martedì 15 giugno ndr) è stata presentata sabato al Teatro Stabile di Catania. O, meglio, è stato presentato il progetto del Museo Mobile, spin-off del Museo Archimede e Leonardo, un’idea della sua direttrice, Maria Gabriella Capizzi frutto del confronto con il Comitato Scientifico, durante la pandemia. «Sentiamo - ha detto - una grande responsabilità nell’ambito culturale e questo ci ha portato ad evolvere il modello del museo tradizionale, per renderlo aperto e accessibile a tutti. È la nostra parte in questa riforma epocale di ciò che davamo per scontato, anche nel mondo della cultura». 

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Lo scopo è «portare l’arte e la cultura al di fuori della sede tradizionale, per farla arrivare in luoghi normalmente esclusi e reagire così al duro colpo inferto dalla pandemia», ha confermato il professore Gastone Saletnich, membro del Comitato Scientifico del Museo Archimede e Leonardo». 
L’iniziativa sarà gestita e coordinata da Serena Brischetti, figlia della direttrice Capizzi. «Le start up femminili sono in crescita come non mai, nonostante le barriere che tuttora persistono. Le donne lo dimostrano attraverso le loro imprese di successo e un duro lavoro quotidiano». Un punto di vista sostenuto anche dalla partnership con Confindustria: «Fare impresa è difficile, richiede impegno e intraprendenza - ha aggiunto Monica Luca, presidente Confindustria Catania Imprenditoria Femminile. Farlo in un ambito artistico e culturale lo è ancora di più. Il Museo Itinerante, rappresenta il superamento dei più grandi dei limiti, oltre le barriere strutturali facendo entrare l’arte nei luoghi più diversi, oltre le credenze limitanti che vedono arte e cultura patrimonio di pochi, oltre il pensiero del “non si può fare!” che genera immobilismo ad ogni azione di creatività innovazione e progresso, oltre ogni difficoltà in era Covid adattando in sicurezza ogni step organizzativo».
Quella del museo “su quattro ruote” rappresenta l’evoluzione del modello culturale classico, che si apre ai territori e agli interlocutori con una mission principale: garantire il diritto all’istruzione attraverso una didattica a domicilio accessibile a tutti, genitori, insegnanti, bambini. Un’iniziativa nuova e unica nel suo genere, con la proposta ambiziosa di portare l’arte e la scienza “a domicilio” anche in altri luoghi del vivere, gli ospedali, le carceri, le aziende, le case di riposo. 
Non puoi andare al museo? Il museo viene da te. E non c’è niente di più inclusivo di un progetto del genere che appiana tutte le difficoltà, le distanze, fisiche, culturali, economiche per raggiungere tutti, anche le persone con disabilità con percorsi dedicati. 
Della collezione portatile di prototipi in scala di circa 50 centimetri fa parte anche un cannone che Leonardo disegnò per Ludovico il Moro, il dettaglio di un congegno archimedeo: il tutto ricostruito in scala, in questa moderna bottega del Verrocchio che sarà il Teatro Stabile di Catania per la prima volta a confronto con un museo «Non c’è laboratorio di scenografia che non sia costantemente al lavoro sui prototipi e che non si misuri continuamente con questioni matematiche, scientifiche, tecniche, capaci di rendere alla fine “invisibile” questo lungo processo di studio e ricerca per trasformarlo nel miracolo della scena - ha dichiarato la direttrice dello Stabile Laura Sicignano - . Ecco perché siamo stati particolarmente felici della possibilità di mettere a disposizione del Museo Mobile e del Museo di Siracusa, le nostre competenze, in particolare quelle della nostra squadra tecnica, aprendo nuovi spazi e nuove opportunità alla divulgazione e alla fruizione di molte espressioni culturali».
Durante la conferenza stampa sono intervenuti Paolo Corsini, vicedirettore di Rai 2, l’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Manlio Messina, l’assessore alla Cultura del Comune di Siracusa, Fabio Granata, Giuseppe Rosano, presidente dell’associazione “Noi Albergatori” di Siracusa, Ambra Saottini, Project manager e formatrice per l’hospitality e la cultura.
 

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