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Catania

Mancano legno e ferro, i solarium a Catania sono a rischio ma c'è una speranza

La ditta che si era aggiudicata l'appalto da oltre 250 mila euro ha rinunciato. Il Comune ne ha invitate altre e dopo un sopralluogo pare che una impresa abbia detto di sì 

Di Cesare La Marca

C’è uno spiraglio per salvare la stagione dei solarium del lungomare, a rischio per la carenza di ferro e legno, i materiali necessari per allestire le piattaforme, impiegati in enorme quantità nei ponteggi dei numerosi cantieri “spinti” da bonus e superbonus edilizi (salvo poi restare bloccati nella giungla di decreti, proroghe e circolari); oppure introvabili, neanche a pagarli a caro prezzo, a meno di non mettere in conto attese fino a cinque mesi, quando l’estate sarà solo un ricordo. 

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Dopo la rinuncia dell’impresa che in prima battuta si era aggiudicato l’appalto da poco meno di 262mila euro per l’allestimento dei solarium di Ognina e piazza Europa, e della passerella per disabili di San Giovanni li Cuti, a causa appunto dell’impossibilità di reperire i materiali, il Comune ha mandato l’invito alle altre 25 imprese che avevano manifestato interesse, in tempi record e con un febbrile lavoro degli uffici per l’invio delle relative pec. 

«Tra queste hanno risposto in cinque - spiega l’assessore con delega al Mare Michele Cristaldi - ma solo in tre proponendo un ribasso d’asta, e a una di queste abbiamo già aggiudicato la gara, con un ribasso di circa l’otto per cento. Si tratta di un’impresa siciliana, dell’Agrigentino, che in tempi rapidissimi ha già fatto un sopralluogo a Ognina, sulla scogliera di piazza Europa e a San Giovanni li Cuti, e che in settimana ci comunicherà se accetterà la consegna dei lavori. Si è aperto uno spiraglio che ci fa ben sperare, è nostra intenzione non lasciare nulla di intentato per salvare la stagione dopo i due anni di stop imposti dal Covid, ma la certezza potremo averla solo tra qualche giorno». 

Si tratta insomma di capire se in base ai sopralluoghi tecnici già effettuati l’impresa aggiudicataria dei lavori valuterà di poter disporre del ferro e del legno necessari e deciderà di accettare, avviando così la fase di consegna dei lavori e l’allestimento dei cantieri. C’è anche da considerare in caso contrario l’eventuale disponibilità delle altre due imprese che hanno risposto al secondo avviso, cosa che rappresenta un ulteriore “margine” per salvare la stagione. 

In una situazione che resta di piena emergenza, e in cui si poteva temere che nessuna impresa avrebbe risposto alla seconda “chiamata” del Comune, il fatto che i lavori siano stati aggiudicati a un’impresa che ha già effettuato i sopralluoghi autorizza almeno a sperare in un esito positivo della questione, che ha una sua ricaduta anche sociale e diremmo psicologica di un certo rilievo per una città sotto choc, ferita e disorientata, che spera in qualche modo di mettere un po’ da parte, anche con l’agevole fruizione del suo mare, due anni di Covid e i suoi mille problemi tra crisi economica, del lavoro e dei rifiuti, a cui si è aggiunta con implacabile tempismo l’ombra cupa della crisi internazionale. 

L’importo a base d’asta dell’appalto per i solarium è di 261.863,81 euro, finanziato con parte del contributo speciale di 903 mila euro che il ministero delle Infrastrutture ha versato direttamente al Comune quale forma di rimborso economico, tra i più alti in Italia, destinato alle città portuali per il calo del traffico crocieristico dovuto all’emergenza Covid-19, dunque senza gravare sulle asfittiche casse comunali.

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