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Catania

Nuovi assessori a Catania, Lega e Udc non ci stanno: «Fratelli d'Italia pensa solo ad occupare poltrone»

Polemica aperta nella (ex) maggioranza che ha eletto Salvo Pogliese. Fabio Cantarella e Mario Brancato: «Qualcuno da dietro le quinte ha deciso di utilizzare gli assessorati comunali, e quindi i soldi dei cittadini, per la campagna elettorale delle regionali»

Di Redazione

Un nuovo fronte di polemica  si apre a Catania all'ombra (anche della disputa sulla candidatura o meno di Nello Musumeci alla Presidenza della Regione) tra Lega e Udc da una parte e Fratelli d'Italia dall'alra. Al centro della polemica la nomina nei giorni scorsi di tre nuovi assessori a Palazzo degli Elefanti.

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«Prendiamo atto - hanno scritto in una nota Fabio Cantarella e Mario Brancato, rispettivamente coordinatori provinciali a Catania di Lega e Udc - che la necessità di convocare ufficialmente un tavolo del centrodestra, esteso a tutte le forze politiche che hanno contribuito all’elezione del sindaco Salvo Pogliese, non è stata presa in considerazione da Fratelli d’Italia e che, al contrario, qualcuno da dietro le quinte ha deciso di utilizzare gli assessorati comunali, e quindi i soldi dei cittadini, per la campagna elettorale delle regionali, procedendo a nomine ben riconducibili a questo o a quel candidato». 

 

 

«Trasparenza e onestà imponevano, così come da noi più volte dichiarato, un tavolo di maggioranza per valutare la concreta possibilità di raggiungere altri obiettivi programmatici nell’interesse dei catanesi –hanno aggiunto Brancato e Cantarella - e per fare questa valutazione non v’è dubbio che il sindaco sospeso prima di tutto deve rendere noto alla città se intende dimettersi ed eventualmente quando lo farà. Non v’è dubbio, infatti, che nessun assessore di quelli appena insediati, per quanto siano tre donne capaci e degne della massima stima, potrà mai raggiungere obiettivi per la città in uno o due mesi che siano. Queste nomine si tradurranno esclusivamente in costi per i cittadini e niente più, uno spreco di denaro pubblico dopo i tanti sacrifici fatti per attingere fondi dallo Stato. Evidentemente l’atto d’amore per Catania è finito e adesso si pensa soltanto a occupare e scambiare poltrone. Per questo motivo, mancando oggi, in rispetto dei catanesi, trasparenza e programmazione, non condividiamo le scelte politiche fatte e non  contribueremo  a scrivere questa triste pagina amministrativa che non fa onore a chi ne è l’autore».

Da Brancato e Cantarella parole durissime: «Questa era un’amministrazione comunale che per tre anni ha fatto cose importantissime per la città nonostante le difficoltà del dissesto e della pandemia, peccato che abbia deciso di concedarsi dai catanesi in questo modo inglorioso».

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