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Covid-19

Covid, da Tento a Palermo fiaccolate contro il Green Pass obbligatorio

Le manifestazioni dei "No pass" in 12 città

Di Redazione

Fiaccolate in 12 città, da Trento a Palermo, ed altri eventi per dire «no» al Green Pass obbligatorio. Continuano, in tutta Italia, le manifestazioni per protestare contro la decisione del Governo che dal 6 agosto prossimo ha reso obbligatorio il lasciapassare verde per una serie di attività. 
 Iniziative, nate quasi tutte online, che non stanno, però, registrando una grande partecipazione così come accaduto ieri a Roma dove circa mille persone erano presenti alla manifestazione indetta dai ristoratori del movimento IoApro. 

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Le fiaccolate serali, svolte in contemporanea anche a Milano, Torino, Bologna e Padova, con cartelli del tipo «Green pass misura dittatoriale» oppure «Noi siamo gli yes freedom», sono state organizzate dal «Comitato libera scelta», una onlus composta da «liberi cittadini» che, come afferma sul proprio profilo Facebook, si definisce «apartitica, apolitica, aperta a chiunque intenda sostenere la piena libertà di scelta in materia sanitaria». All’evento di Roma però, in piazza del Popolo, con almeno un migliaio di persone dietro allo striscione «Uniti per la libertà di scelta, contro ogni discriminazione», hanno annunciato la loro presenza anche alcuni parlamentari via web. Si tratta, tra gli altri, dei leghisti Bagnai, Siri, Borghi e Pillon; ex M5S Paragone e Vittorio Sgarbi. Gli organizzatori hanno incassato l’appoggio di Paolo Becchi, l’ex ideologo del Movimento che si è allontanato da Grillo nel 2015, che ha postato un video sulla pagina Fb del Comitato. «Siamo una minoranza molto combattiva - afferma nel messaggio - che resiste. Vogliono fare apparire la situazione come una contrapposizione tra 'no vax' oscurantisti e reazionario e i 'pro vax' che invece sarebbero i progressisti. I no vax vengono umiliati, derisi, trattati in modo indicente. Si vogliono discriminare persone attraverso l’uso del green pass: avremo cittadini di serie A e altri di serie B. Si comincia dalla tazzina di caffè e non si sa dove si va a finire. La china scivolosa che si sta prendendo dove si ferma? Poi sarà la volta delle scuole e delle università». 

A sostenere l’evento anche Red Ronnie, che però non ha partecipato materialmente alle fiaccolate. «Sono su una nave che mi riporta in Sardegna» ha scritto su Facebook aggiungendo: "appoggio totalmente questa pacifica affermazione che la libertà è qualcosa vitale come l’ossigeno per respirare. Stiamo attraversando il periodo più buio nella storia dell’umanità». 

Per tutta la giornata, comunque, sono stati svolti controlli ai caselli per scongiurare la presenza di «infiltrati» di movimenti e gruppi, dall’estrema destra agli antagonisti alla manifestazione romana. Una iniziativa che si lega a quanto detto nei giorni scorsi dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che aveva affermato che il Viminale segue con molta attenzione le iniziative dei «No Green Pass» affidando i controlli anche a Digos e Scientifica. 
 A Milano sono state tre le manifestazioni svolte in giornata. Oltre la fiaccolata in piazza della Scala, nel pomeriggio circa una cinquantina di persone si sono ritrovate in piazza Fontana. Per il comitato 'Liberi di sceglierè, il nuovo idolo è Giuseppe De Donno, l’ex primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova che per primo l’anno scorso aveva iniziato la cura del Covid con le trasfusioni di plasma iperimmune, suicidatosi ieri. Diversi, infatti, i tributi e le dediche riservate al medico, definito «un eroe che ha nobilitato la medicina nel periodo più buio». Ma non sono mancanti i cori contro i giornalisti. 

A Torino una manciata di manifestanti si sono date appuntamento in piazza Castello, a Torino, per un presidio. "Figliuolo, Draghi, Speranza, Burioni, Bassetti giù le mani dai nostri figli», recita lo striscione esposto. Per chi è sceso in piazza dai manifestanti il Covid non è altro che «un’influenza più aggressiva delle altre» e «il vaccino fa male e uccide».

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