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Covid-19

Scuole, ecco chi è a favore dell'apertura e chi è contro

Governo compatto per il sì, Regioni e presidi chiedono il  rinvio 

Di Redazione

Due fronti contrapposti: i favorevoli alla riapertura della scuole il 10 gennaio e chi si dice contrario e chiede di differire il ritorno tra banchi.

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A FAVORE Per il Governo e le sigle della galassia «No dad» il rientro a scuola non deve essere rinviato. Una posizione ribadita a più riprese e confermata anche in questi giorni di forte diffusione dei contagi. Il fronte dell’Esecutivo appare sul punto compatto. "Nessun ripensamento sul ritorno a scuola in presenza», afferma il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi per il quale «il ricorso massiccio alla dad oggi, come se i vaccini non ci fossero, sarebbe un errore». Dello stesso avviso il ministro della Salute, Roberto Speranza, secondo cui «il governo ha scelto di tutelare il più possibile la scuola in presenza e in sicurezza». Per il sottosegretario Rossano Sasso l’Italia non può «permettersi un nuovo ricorso sistematico e massiccio alla didattica a distanza, anche perché non tutti i nostri docenti sono stati formati per questo tipo di insegnamento» mentre il collega di governo, Andrea Costa, «riaprire la scuola in presenza non significa 'liberi tutti' perché ad esempio, per i più piccoli basta un contagio in classe per andare tutti in dad" e «aver diversificato il sistema di quarantene, credo sia un tentativo per garantire il più possibile la didattica in presenza». A favore del rientro anche le sigle, molte delle quali nate anche sui social network, che fin dalla prime ondate delle pandemia hanno contestato la didattica a distanza. «Ci aspettiamo un’iniziativa forte del Governo - afferma Palmira Pratillo, presidente dell’Associazione Scuole Aperte Campania -. Un eventuale provvedimento di chiusura delle scuole va impugnato e noi faremo tutto ciò che è in nostro potere perché si ritorni a scuola in presenza quanto prima».

CONTRARI Più variegato il fronte di chi chiede un rinvio, anche di due settimane, delle lezioni in presenza. Governatori regionali, sindaci, sindacati, presidi, alcune associazioni di genitori e l'ordine dei medici hanno preso iniziative e lanciato appelli per uno slittamento. Il governatore della Campania, De Luca, ha disposto con una ordinanza la chiusura fino al 29 gennaio delle scuole elementari, medie e materne (iniziativa sulla quale il Governo ha già annunciato una impugnazione). Il presidente della Regione Sicilia Musumeci chiede all’esecutivo «di rivedere la attuale posizione sulla possibile scelta della didattica a distanza come strumento di accompagnamento temporaneo verso la piena didattica in presenza». Dal canto suo il governatore del Veneto Zaia invoca «l'autorevole espressione scientifica del Cts» sulla questione, perché «abbiamo davanti uno scenario che sarà un 'calvario' per la scuola, tra insegnanti colpiti dal Covid, altri assenti per malattia, altri no vax e nuove regole della Dad». Critici sulla riapertura anche alcuni sindaci che hanno disposto in Sicilia, Calabria, Puglia, Molise e Campania lo slittamento di alcuni giorni dell’avvio delle lezioni. Anche Cgil, Cisl e Uil, che oggi hanno avuto un incontro con il ministro Bianchi, si dichiarano «preoccupati» per la ripresa in una scuola che è stata «disarmata di fronte a questa nuova ondata che era ampiamente prevedibile». 
 I presidi annunciano uno scenario preoccupante. «In queste ore il numero di studenti positivi, in alcune scuole, ha raggiunto l’ordine delle decine e addirittura centinaia - annuncia Antonello Giannelli, presidente dell’Anp -. Questo rende quasi impossibile attuare le procedure previste». Una posizione condivisa anche dall’ordine dei medici che ha chiesto di posticipare l’apertura «recuperando le lezioni a giugno». «La riapertura delle scuole, in un momento in cui gli studenti hanno appena iniziato a vaccinarsi o a fare i richiami, a seconda delle fasce d’età, ci preoccupa, così come preoccupa i presidi. Per questo chiediamo uno stop di 15 giorni», afferma il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli. 
 

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