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Covid-19

Terze dosi, Sicilia al rallentatore: per ora l'ha fatta meno della metà della "platea"

Il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è del 61,4% con nette differenze regionali: dal 45,7% della nostra regione al 71,2% della Toscana

Di Redazione

Aumentano in 7 giorni del 5,8% le persone che hanno ricevuto la prima dose di vaccino anti Covid: dal 6 al 12 dicembre sono state 236.000 rispetto ai 223.116 della settimana precedente. Ma ad aumentare sono soprattutto le terze dosi: sono state 2,9 milioni, l’8,8% in più rispetto alla settimana precedente. E’ quanto emerge dal monitoraggio del Gimbe, che sottolinea come «la pandemia sia in fase critica per la convergenza di vari fattori, come la stagione invernale, il ritardo iniziale nella somministrazione delle terze dosi, uno zoccolo duro di non vaccinati».

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Questo «preoccupa» in vista del Natale e della diffusione di Omicron. Al 15 dicembre sono state somministrate 12.563.534 terze dosi. In base alla platea ufficiale (20,4 milioni di persone) il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è del 61,4% con nette differenze regionali, dal 45,7% della Sicilia al 71,2% della Toscana. Il dato «è tuttavia sovrastimato per il mancato inserimento nella platea delle persone che a partire dal primo dicembre hanno progressivamente raggiunto il quinto mese dal completamento del ciclo vaccinale».

L’80,5% della popolazione (47,6 milioni) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+218.456 rispetto alla settimana precedente) e il 77,6% (45,9 milioni) ha completato il ciclo (+144.773 rispetto alla settimana precedente). Sono in aumento nella settimana 6-12 dicembre il numero totale di somministrazioni (3,3 milioni).

Sono tuttavia ancora quasi 6,4 milioni, sottolinea la Fondazione Gimbe, le persone senza nemmeno una dose, tra cui preoccupano da un lato 2,45 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione, dall’altro 1,02 milioni nella fascia 12-19 anni che aumentano la circolazione del virus nelle scuole. Le coperture con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d’età (vanno dal 97,6% degli over 80 al 79,6% della fascia 12-19), così come sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto il 64,6%, nella fascia 70-79 il 40,7% e in quella 60-69 anni il 32,7%.

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