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Virus, tanti focolai in provincia di Catania: ma il bimbo di 4 anni è risultato negativo

Di Redazione |

CATANIA – Sin dall’inizio dell’epidemia da coronavirus la città di Catania con la sua ampia provincia è stata una delle zone più colpite della Sicilia e ora che c’è una ripresa dei contagi si conferma ancora epicentro di diversi focolai. C’è per esempio quello dell’Afrobar con il 17enne contagiato che aveva partecipato a una festa con oltre mille persone e dal quale sono usciti già 5 casi di positività come confermato ieri dal primario di malattie infettive del Garibaldi, prof. Bruno Cacopardo.

Ma c’è anche la cintura cittadina che sta facendo registrare diversi cluster. Ieri mattina, il primo cittadino Nino Bellia ha reso noto che due persone sono positive al Covid-19. Il sindaco, dopo aver ricevuto comunicazione da parte delle autorità sanitarie, con un comunicato ha spiegato che «sono state immediatamente attivate le procedure previste e pare che le loro condizioni di salute al momento non siano particolarmente complicate, uno di essi è ricoverato in ospedale mentre l’altro si trova in isolamento domiciliare presso la propria abitazione». La notizia preoccupa i puntesi. In un attimo, il pensiero è tornato alle settimane scorse e all’emergenza vissuta in paese. San Giovanni La Punta ha contato 41 casi positivi e dieci morti da coronavirus dall’inizio dellìepidemia.

Nei giorni scorsi a San Gregorio era stata diffusa la notizia di un caso di Codiv, ma il sindaco, Carmelo Corsaro, aveva subito smentito tramite Facebook. Questa volta, però, non è una bufala. E’ notizia ufficiale: in paese vi è un nuovo (il primo della seconda ondata) caso di coronavirus.  Notizia diffusa dallo stesso primo cittadino che ha ritenuto però mantenersi sul vago circa l’identità della persona risultata positiva ai test. Si sa solo che di tratta di una persona giovane e che non è ospedalizzata. «Non appena ricevuta la comunicazione ufficiale da parte degli organi sanitari competenti – ha detto Corsaro – abbiamo immediatamente verificato le condizioni di salute del nostro concittadino che, al momento, è domiciliato presso la propria abitazione e non mostra gravi complicazioni».

Intanto, a Mascalucia restano a quota 7 i contagi: una mamma di 42 anni e le due figlie di 10 e 20 anni; una coppia di sposi di 36 e 35 anni con il figlioletto di 4 anni anche lui risultato positivo a primo tampone (e poi negativo aal successivo) e un ragazzino di 10 anni. A eccezione del 36enne tutti sono in cura domiciliare. Per quanto riguarda il piccolo sono state attivate le procedure sanitarie del caso: sono stati messi in quarantena tredici compagni con le rispettive famiglie e tre operatori dell’asilo che frequenta. Allo stato attuale i primi tamponi effettuati sono risultati negativi anche perché il bambino non era contagiato dal virus. 

Ovviamente i familiari dei contagiati sono stati sottoposti a isolamento domiciliare, come previsto dalle norme vigenti, e nel frattempo si sta cercando di ricostruire i loro ultimi contatti e spostamenti. L’aumento dei casi di Covid fra i più giovani, in particolare bambini, può essere dovuto a una serie di cause, come il fatto che all’inizio tamponi e test erano concentrati fra le persone con sintomi più rilevanti, più frequenti fra gli anziani; ma anche una maggiore attenzione a scovare i casi con pochi sintomi, la maggior parte dei quali tendono a essere più giovani; una maggiore disponibilità di tamponi; la movida con comportamenti a rischio dopo l’allentamento delle misure anti-Covid, come il distanziamento sociale e l’uso delle mascherine.

A Misterbianco ora sono 15 le persone positive al tampone rinofaringeo, di cui ora 3 (una in più) ricoverate in ospedale. I soggetti, attualmente non positivi, in isolamento domiciliare sono complessivamente 12; di questi, 4 sono in isolamento fiduciario (fino ad esito negativo del tampone, ancora da eseguire) mentre 8 sono in isolamento obbligatorio (fino alla data di guarigione del coabitante). In atto, Misterbianco resta così uno dei Comuni della provincia più coinvolti dai contagi, con dati obiettivamente molto vicini a quelli del periodo del lockdown, che pur senza allarmismo invitano alla massima riflessione e responsabilità. Già il “cluster” di 7 positivi al 23 luglio scorso aveva destato preoccupazione, e l’attenzione del team anti-Covid dell’Asp e delle cronache; ora il numero è più che raddoppiato. Nei fatti, il “nemico” invisibile sembra purtroppo ben lungi dall’essere allontanato. E appaiono sempre più sterili e pericolose le superficiali tesi contrarie o riduttive sul fenomeno.

Altre tre persone, inoltre, risultano positive al Covid-19 ad Aci Castello. Nessuno dei 3 casi risulta grave e non si è resa necessaria l’ospedalizzazione. I cittadini positivi sono in isolamento domiciliare e stanno applicando tutte le necessarie accortezze del caso. «Siamo fiduciosi e ottimisti – ha affermato il sindaco Carmelo Scandurra – ma raccomandiamo alla comunità di rispettare le regole del distanziamento sociale, della mascherina, del lavaggio frequente delle mani».

Hanno collaborato:

Carmelo Di Mauro

Roberto Fatuzzo

Simone RussoCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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