Notizie Locali


SEZIONI
Catania 11°

Cronaca

Catania, quando il carcere di Bicocca era nelle mani dei clan mafiosi

Di Redazione |

«In quel periodo vi era un altissimo grado di infiltrazione mafiosa nelle istituzioni e di corruzione nella forze dell’ordine». Lo hanno detto magistrati della Procura di Catania, incontrando i giornalisti sull’operazione Thor del Ros, riportando dichiarazioni del pentito Francesco Squillaci.

«Squillaci – hanno detto i magistrati – racconta come loro erano sempre a conoscenza dei blitz ed avevano il favore di numerosi poliziotti, carabinieri e soprattutto della Polizia Penitenziaria. Ha raccontato anche che il carcere di Bicocca era nelle loro mani e che obbligavano il comandante della Polizia Penitenziaria ad adempiere a tutte le loro richieste».

I magistrati hanno anche ricordato la figura di un brigadiere della Polizia Penitenziaria di Bicocca ora in pensione che «ebbe la forza di opporsi a mafiosi che gli avevano chiesto un favore per un trasferimento offrendogli una grossa somma di denaro. Ha rischiato la vita – hanno aggiunto – e ha rifiutato in maniera sdegnata quei soldi in un periodo in cui la corruzione tra le forze dell’ordine era altissima». Il pentito Francesco si è autoaccusato di altri 13 omicidi per i quali non c’erano indagini in corso e per questo andrà a processo hanno spiegato dalla Procura di Catania sottolineando che ha parlato di almeno 50 omicidi, tra i più importanti della storia di Catania. Tra questi quello dell’ispettore capo della Polizia di Stato Lizzio, di Gino Ilardo, di quello degli imprenditori Vecchio e Rovetta.

«Quello di Squillaci – hanno detto i magistrati – è un caso particolare perché ha fatto già 25 anni di carcere e ha deciso di collaborare dopo un percorso molto lungo, permessi premio, collaborazioni con associazioni di vittime della mafia, collaborazioni teatrali ed incontri per rinnegare il suoi passato. I magistrati hanno definito il suo “un caso particolare”. Il sistema rieducativo funziona? Quando si parla di mafiosi – ha detto il procuratore Carmelo Zuccaro – sono casi molto rari in cui funziona. Quello di Squillaci si può considerare uno di quelli».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


Articoli correlati