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Gare clandestine in moto a Catania banco di prova per le corse dei cavalli

Sui social impazzano i video di gare con Honda Sh truccati.

Di Laura Distefano |

Sfrecciano e impennano. Sfiorando e superando i 120 chilometri orari. Ma non sono solo bravate per le strade. No, sono organizzate delle corse – naturalmente senza uno straccio di autorizzazioni – su diverse strade secondarie. E naturalmente a orari improbabili per evitare i fastidi delle forze dell’ordine. Le moto più richieste sono le Honda Sh, scooter veloci e scattanti, di cilindrate diverse. Ai nastri di partenza non mancano gli spettatori, tutti ragazzini armati di cellulare che immortalano le varie fasi della gara.Secondo alcuni è una sorta di banco di prova prima delle corse clandestine con cavalli e calessini. Un primo test. Insomma, bisogna essere dei provetti motociclisti prima di poter essere fantini? Pare di sì.Un fenomeno che è rimasto un po’ nel sottobosco, ma che pare aver preso piede negli ultimi anni. E infatti il gruppo social di Inciviltà a Catania – occhio multimediale attento alle malefatte cittadine – ha “sparato” sulle pagine un video di una gara vinta dall’appartenente a una scuderia, che, guardando i vari video caricati sulle piattaforme digitali, sembra un veterano delle piste non ufficiali.

Le gare in città

Facendo un’accurata ricerca su TikTok – l’organo ufficiale social dei teenagers (soprattutto a Catania da un recente report) – si trovano filmati di gare già dal 2014. Addirittura anche sulle strade cittadine. Qualche tempo fa una persona denunciò gare di motorini all’alba in via della Concordia quasi ogni domenica. Una “tradizione” che sarebbe però andata perdendosi per fare spazio alle gare alla zona industriale o tra i tornanti dell’asfalto tra Librino e l’aeroporto.Molti sono veri e propri duelli tra ragazzini che non superano i sedici anni di età.Tra gli hashtag più gettonati #corsacatania #corsashcatania o semplicemente #sh. Merita una citazione a parte #impennatacatania, che è agganciata a dimostrazioni di evoluzioni anche in pieno traffico cittadino. Dal lungomare alla circonvallazione.Uno dei più esperti in queste “spirtizze” sullo scooter più seguiti su Instragram qualche tempo fa è stato identificato dai poliziotti proprio grazie a un video social.

Il telefonino come cronometro

Ma torniamo alle gare in moto. Il cronometro è il telefonino che, mentre registra la competizione clandestina, segna il tempo. La tecnologia offre davvero grandi agevolazioni. E nell’epoca del narcisismo digitale, le pericolose sfide di velocità sono tutte su internet. Il pubblico si mette ai bordi della carreggiata e tifa per uno dei contendenti. All’apparenza un divertimento. Ma nella sostanza un gioco che può diventare pericoloso.In circuito è stato trasformato anche il tratto veicolare che porta all’ingresso del parco del Tondo Gioeni. Anzi questi motociclisti, che però preferiscono sfrecciare e sfidarsi nelle ore notturne, considerano quella zona il loro fortino. Off limits per chi non è del branco. E chi viola i confini rischia pestaggi. Come è già successo la scorsa estate.Per alcuni si tratta solo di ragazzate, ma per altri invece è una pratica che risale agli anni Novanta. L’idea sarebbe nata tra le officine di San Cristoforo. Forse per testare la tenuta e la velocità delle moto truccate (o maggiorate come si legge nei montaggi amatoriali di questa epoca multimediale) da alcuni meccanici specializzati. Dietro ci sarebbe un piccolo giro di scommesse clandestine. I numeri non sono certo quelli delle competizioni ippiche, con migliaia di euro in palio. Ma la puntata sul vincitore potrebbe arrivare anche fino a 1.000 euro. Anche in questo caso, quindi, una sorta di esame prima di passare al livello successivo. Dall’Sh allo stallone.

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