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Nella strage di via d’Amelio la mano di Cosa nostra americana: ripartono le indagini

L'ex collaboratore di giustizia Avola fece riferimenti alla presenza del cosiddetto straniero della famiglia Gambino

Di Redazione |

Il gip del Tribunale di Caltanissetta Santi Bologna ha disposto nuove indagini sulla strage di via D’Amelio, in cui furono uccisi, il 19 luglio del 1992, il giudice Paolo Borsellino e i 5 agenti di scorta.

L’ordinanza di prosecuzione delle indagini preliminari riguardano in particolare l’ex collaboratore di giustizia Maurizio Avola, Aldo Ercolano, Marcello D’Agata ed Eugenio Galea. A chiedere la prosecuzione delle indagini è stato il legale di Avola, l’avvocato Ugo Colonna. Avola negli anni scorsi, parlando con la Procura di Caltanissetta, aveva affermato di essere stato presente il giorno della strage di via D’Amelio. Parole a cui però la Procura nissena non ha creduto. In particolare il gip vuole verificare, come si legge nell’ordinanza «il concorso di Cosa nostra americana, o ambienti alla stessa legata, nella strategia stragista del 1992».

«Al di là delle dichiarazioni di altri collaboratori di altri collaboratori di giustizia (Salvatore Cancemi, Rosaro Naimo e soprattutto Antonino Giuffrè) – scrive il gip – e altri dichiaranti richiamati nella memoria della difesa di Avola è indubbio che si tratta di un approfondimento utile alle indagini nella misura in cui Avola ha fatto riferimenti alla presenza del cosiddetto straniero appartenente alla famiglia americano dei Gambino».

Per il giudice «può essere rilevante capire se in effetti, nel 1992 sia avvenuta una visita in Italia da parte del governatore Mario Cuomo o, meglio, se la stessa era stata programmata e poi cancellata unitamente alle eventuali ragioni del venir meno di tale visita».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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