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Cronaca

Appalti e corruzione al Policlinico di Catania: arrestato il cardiochirurgo Mignosa

Un ritorno a Catania maledetto, quello dello specialista, 61 anni, di origini siracusane, ritenuto un luminare mondiale

Di Mario Barresi

Carmelo Mignosa primario di Cardiochirurgia al Policlinico, è stato arrestato con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta. A eseguire la misura cautelare degli arresti domiciliari, richiesta dal pm Fabio Regolo a conclusione di una delicata indagine coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro, è stata la guardia di finanza.

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L’inchiesta riguarda la gara d’appalto per la fornitura di «materiale specialistico per cardiochirurgia» bandita lo scorso 25 marzo dall’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico “G. Rodolico-San Marco”, di Catania. Base d’asta: 17 milioni, più «opzione di proroga tecnica annuale ed eventuale utilizzo del quinto d’obbligo», per un valore complessivo stimato in circa 30 milioni.

L’8 agosto s’erano concluse  le procedure di apertura delle buste con le offerte economiche dei  122 lotti «unici e inscindibili, da svolgersi su piattaforma informatica». Il giorno dopo  i militari delle fiamme gialle hanno eseguito l’ordinanza del gip, evidentemente perché il quadro probatorio dell’inchiesta, partita alcuni mesi fa, era già tanto chiaro da poter intervenire prima che l’appalto fosse definitivamente aggiudicato.

Fra le anomalie emerse c’è la circostanza che il capitolato tecnico non fosse stato firmato da Mignosa, come per prassi avviene sempre, ma dal suo vicario Rocco Miduri, che risulta anch’essso indagato. Il direttore di Cardiochirurgia arrestato, invece, era nella commissione tecnica di gara. Nessun altro componente risulta al momento iscritto nel registro degli indagati.

Ma l’inchiesta, fondata anche su riscontri documentali e intercettazioni che avrebbero tracciato il quadro corruttivo, non si ferma: la guardia di finanza, negli ultimi giorni, ha acquisito ulteriori atti al Policlinico. Le attenzioni sono rivolte soprattutto su due delle imprese partecipanti.

 

 

Insieme con Mignosa è stato arrestato Valerio Fabiano, rappresentante legale di una società di prodotti medicali nel Catanese. Gli arresti, con l’ipotesi di corruzione per l’esercizio delle funzioni o dei poteri conferiti, sono scattati dopo che gli investigatori hanno documentato il passaggio di una busta contenente denaro contante tra l’imprenditore ed il primario durante un incontro nell’ufficio dell’imprenditore. Gli indagati durante gli interrogatori hanno confessato e fornito ulteriori conferme a quanto era emerso dalle indagini anche in relazione al coinvolgimento di altri imprenditori. La somma di denaro - in tutto 23.400 euro - è stata sequestrata. Il Gip di Catania ha convalidato gli arresti.  
 

Con delibera del direttore generale dell’azienda Policlinico-San Marco, Gaetano Sirna, per Mignosa è scattata ieri la «sospensione cautelare dal servizio, con privazione della retribuzione». Mignosa, a marzo, era stato anche chiamato dall’Università di Catania come professore di seconda fascia al Dipartimento di Chirurgia generale e Specialità medico chirurgiche, «por interrompere il profondo declino che ha portato anche a perdere la prestigiosa Scuola di Specializzazione».

Un ritorno a Catania maledetto, quello di Mignosa, 61 anni, di origini siracusane, ritenuto un luminare mondiale della cardiochirurgia, fortemente voluto dal manager Sirna. I deputati del Pd all’Ars presentarono un’interrogazione all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, definendo la nomina «inaccettabile» per  una «incompatibilità ambientale» del professionista (poi regolarmente vincitore del concorso) legata a precedenti vicende giudiziarie.

Twitter: @MarioBarresi

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