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Palermo, "boia-spaccaossa" e falsi sinistri per truffare assicurazioni: 42 fermati

Cronaca

Banda spaccaossa per truffe ad assicurazioni, tutte le condanne

I componenti dell'organizzazione provocavano a Palermo danni fisici e menomazioni a persone indigenti che, in cambio di denaro, si facevano fratturare gli arti simulando incidenti stradali

Di Redazione

La quarta sezione della Corte di appello di Palermo, presieduta da Vittorio Anania, ha condannato i componenti della banda che metteva a segno le truffe alle assicurazioni a Palermo provocando danni fisici e menomazioni a persone indigenti che, in cambio di denaro, si facevano fratturare gli arti simulando incidenti stradali. I luoghi della truffa realizzata ai danni di disperati erano un’agenzia di disbrigo pratiche in via Leonardo Da Vinci, un’agenzia di scommesse in via Pietro Scaglione e la stalla in via Mango nel quartiere Borgo Nuovo, dove venivano spezzate le ossa alle vittime.

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I giudici hanno condannato Salvatore Andrea Cintura e Luca Reina, che dovranno scontare 13 anni e 2 mesi ciascuno, circa due in più a testa rispetto alla prima sentenza; Domenico Cintura ha avuto 6 anni; Alessio Cappello, Antonino Buscemi e Giuseppe Orfeo 5 anni e 8 mesi a testa; Giovanni Viviano 4 anni; Giuseppe Cintura e Giuseppe Monti 3 anni e 2 mesi; Cristoforo Vincenzo Renna 3 anni; Salvatore Fasullo 2 anni, 10 mesi e 20 giorni; Cristian Neri 1 anno e 10 mesi; Giovanni Armanno 1 anno e 6 mesi; Francesco Mutolo 1 anno e 4 mesi; Salvatore Chiodo 1 anno e 3 mesi; Francesco Tosco e Francesco Dragotto 1 anno ciascuno; Franco Arnone 9 mesi e 20 giorni. Unici assolti Giuseppe Gallo (difeso dall’avvocato Dario Gallo) e Angelo Lo Pinto. Giovanni Napoli, ha avuto 4 anni e 10 mesi. Gli imputati erano difesi tra gli altri dagli avvocati Antonio Turrisi, Teresa Re, Daniele Giambruno. Per gli altri imputati sono arrivate le conferme delle condanne decise il 30 aprile 2020 dal Gup del Tribunale Annalisa Tesoriere. Ad Alessandro Bova, difeso dall’avvocato Cinzia Pecoraro, è stata confermata la condanna a 4 anni e 8 mesi e per lui l’appello della Procura è stato respinto; poi Vito Virzì ha avuto 3 anni, Manlio Lo Piccolo 10 mesi, Concetta Di Carlo 8 mesi, Silvestro Lo Sasso 2 anni e 10 mesi, Letterio Maranzano 1 anno e 4 mesi, Giuseppe Bondini 10 mesi, Cristian Neri 2 anni, Giovanni Armanno 1 anno e 8 mesi, Franco Arnone, Domenico Celesia, Davide Giammona e Giovanni Calì 10 mesi ciascuno, Leonarda Amato e Rita Arceri 1 anno a testa, Davide Mendola 1 anno e 20 giorni, Giovanni Zinna 1 anno.  
 

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