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Cronaca

Catania, l'elefantino d'argento al filippino che ha salvato la donna dall'alluvione

Il sindaco Pogliese: «Non esito a definire Celestino Floralde un eroe dei nostri tempi»

Di Redazione

«A nome di tutta la città di Catania sento di dover esprimere gratitudine e riconoscenza nei confronti di una persona che ha dimostrato grandissimo altruismo ed eccezionale coraggio, all’interno di un contesto particolarmente drammatico, e che per questo non esito a definire un eroe dei nostri tempi». Lo ha affermato il sindaco Salvo Pogliese consegnando, in Municipio, l’Elefantino d’argento a Celestino Floralde, il 45enne filippino che durante il nubifragio del 26 ottobre scorso ha salvato dalla furia della corrente d’acqua, in via Etnea, Daniela Grancagnolo, rimasta in panne con la sua auto travolta dall’alluvione, presente alla premiazione.

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«Siamo felici - ha sottolineato il sindaco Pogliese - di conoscere una splendida persona, Celestino, con la sua splendida famiglia, le due bellissime bambine e la moglie. Ringrazio per la loro presenza i segretari della consulta dei migranti, che rappresentano numerosi e bravissimi lavoratori che si sacrificano per poter regalare alle loro famiglie un presente e un futuro dignitoso».

«Ringrazio il sindaco- ha detto Floralde - per questo regalo, che è il simbolo di Catania e per questo per me è molto importante». Sul salvataggio ha detto: «ho pensato io ho una mia famiglia e anche lei ha la sua famiglia, io ho bambini e anche lei ha dei bambini. Abbiamo una mano per aiutare. Grazie a Dio è andata bene e Daniela adesso è mia sorella». Durante l’incontro è stato anche proiettato il video amatoriale che documenta i momenti drammatici del salvataggio.

 

 

«Ogni volta che vedo quelle immagini - ha affermato Daniela Grancagnolo - mi sembra di non avere mai vissuto una situazione così assurda. Se non ci fosse stato Celestino mi sarei fatta prendere dal panico, invece lui con la sua presenza è riuscito anche a farmi tenere i nervi saldi, mi diceva stai tranquilla stai ferma. Celestino è stato per me un angelo, non poteva avere nome più azzeccato».

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