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Cronaca

Le mani della mafia sulle feste di quartiere: quando il clan ingaggiò Tony Colombo ma la questura bloccò il concerto

I risvolti dell'inchiesta Navel che oggi ha portato a 24 arresti per presunti esponenti dalla famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù

Di Redazione

Era tutto pronto per il concerto di Tony Colombo, cantante neomelodico molto amato nei quartieri a Palermo. L’artista si doveva esibire in via Mendola il 27 settembre del 2019. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Ros nell’inchiesta «Navel», che oggi ha portato a 24 misure cautelari, la festa padronale e il concerto sarebbe stata controllata dalla famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù. All’evento si erano interessati Francesco Guercio e Girolamo Rao, due indagati. 

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 Rao aveva tenuto i contatti con il padre di Tony Colombo, che ha un negozio in via Oreto di rivendita di cd e dischi musicali. Secondo quanto ricostruito dai militari coordinati dalla Dda, la scelta sarebbe caduta su Tony Colombo, artista molto famoso che si è sposato con Tina Rispoli vedova del boss di camorra Gaetano Marino assassinato nel 2012. I carabinieri hanno ascoltato le telefonate tra Rao e il padre del cantante circa la data del concerto che da contratto si sarebbe dovuto svolgere il 28, poi spostato al 27.

 

 

Il clan avrebbe pensato anche all’attività logistica. Come la chiusura delle strade, la vendita degli alcolici e avrebbero chiesto soldi ai commercianti per svolgere la festa. Non avevano fatto i conti con il provvedimento della questura di Palermo che bloccò il concerto. 

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